Il Pudore, busto in gesso di una dama velata, nel “portico” del primo piano nobile di Ca’ Rezzonico
Tra i busti, presenti nel “portico” del primo piano nobile di Ca’ Rezzonico, figura quello in gesso di una dama con un velo che le copre la testa, deità allegorica simbolo del Pudore o della Pudicizia, opera di Antonio Corradini. Nella sala Guardi del secondo piano, dello stesso museo, è esposto un altro busto del Corradini rappresentante una dama velata o Puritas, il busto di proporzioni quasi naturali pare provenire dalla villa Pisani a Stra. (1)
Si narra che Icario promise di dare in sposa la figlia Penelope a Ulisse, a condizione che la lasciasse sempre presso la sua famiglia, con la quale avrebbe anch’egli dovuto convivere. Ma, sposatala, Ulisse, deliberò di ritirarsi a casa sua. Addolorato il padre di tale decisione, pregò la figlia di non abbandonarlo, e quantunque Penelope fosse già incamminata per seguire il marito, non tralasciava però di accompagnarla, pregandola di restare con lui.
Infine Ulisse, vinto dall’insistenza del suocero, acconsentì alla moglie di far ciò che voleva, o andare con lui, o restare col padre. Essa per risposta si tirò il velo sul capo, coprendosi la faccia; ciò che per il padre fu un segno evidente che la figlia desiderava seguire il marito; perciò senz’altro la lasciò andare.
Nel luogo, dove essa si coprì il viso, il padre pose una statua al Pudore, cioè a quella onesta vergogna, che mostrò Penelope nel contraddire il padre per non lasciare il marito; e questa statua era rappresentata con la faccia coperta da un velo. (2)
(1) ConoscereVenezia
(2) Giuseppe Ronchetti. Il Dizionario Illustrato dei Simboli. Ulrico Hoepli Editore Milano 1922
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.


















































































