
L’orologio con la cornice scolpita da Francesco Pianta, nella Sala Capitolare della Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari
Nella Sala Capitolare della Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari è conservato un orologio seicentesco, lavoro di Stefano Panata, l’opera si apprezza per l’elaborata decorazione della cornice in legno di ciliegio (o cipresso) con numerosi intagli fatta da Francesco Pianta che si firma: “IVNIORIS VENETI OPVS PLANTA FRANCISCI”. Gli intagli rappresentano il Tempo e le quattro età dell’uomo: l’Infanzia, la Giovinezza, la Maturità, e la Vecchiaia. Nelle due portelle che chiudono l’orologio sono applicate due pergamene con la spiegazione di quanto rappresentato dagli intagli nella cornice.
Al centro sul lato superiore è rappresentato il Tempo, personificato da un vecchio scarnato, con barba e lunghi capelli, munito di ali, segno della rapidità del suo corso. Ai suoi piedi vi è un serpente attorcigliato, che è l’emblema del tempo, del passato, del presente e del futuro. Il vecchio tiene con la mano destra un peso da muratore e ha accanto un compasso con i quali bilancia ed uguaglia tutte le cose. Su un cartiglio azzurro figura il motto: “Ciò che fu, ciò che é, ciò che sarà. Al mio poter cedè, cede, e cederà“
Sull’angolo sinistro in alto è rappresentato un giovane con una bella chioma, sopra il cui capo è posta una stella, con la mano destra tiene un vaso di incensi fumanti. L’uomo rappresenta l’adolescenza, la primavera, l’oriente, gli corrispondono i segni dello zodiaco dell’Ariete, del Leone, e del Sagittario perchè questi, secondo gli astrologi, sono i segni orientali. Su un cartiglio azzurro figura il motto: “Nasco tra fior, et il viver mio ne addita r.. calamita la calamita“
Sull’angolo destro in alto è rappresentato un giovane moro sopra il cui capo splende il sole, con la mano sinistra stringe degli strali con la mano destra sostiene un orologio a cassetta con i contrappesi di piombo. Il giovane rappresenta la gioventù che non è ancora pervenuta alla virilità, il mezzogiorno, e l’estate, gli corrispondono i segni dello zodiaco del Toro, della Vergine e del Capricorno perchè questi, secondo gli astrologi, sono i segni meridionali. Su un cartiglio azzurro figura il motto: “Cresco le spiche, e hormai la lena manca, hor che destin di piombo il piè mi stanca“
Sull’angolo sinistro in basso è rappresentato un uomo virile che con le mani tiene una spada, alla sua sinistra una meridiana. L’uomo rappresenta la virilità, l’autunno, e il settentrione, gli corrispondono i segni dello zodiaco del Cancro, dello Scorpione, e dei Pesci, perchè questi, secondo gli astrologi, sono segni settentrionali. Su un cartiglio azzurro figura il motto: “Vivo tra viti, ma il cuor imgombra, tema di si sparir come quest’ombra“.
Sull’angolo destro in basso è rappresentato un scheletro che con la mano destra tiene una clessidra, ai suoi piedi un civetta. Lo scheletro rappresenta la decadenza, la morte, il tramonto del sole, l’inverno e l’occidente, gli corrispondono i segni dello zodiaco del Gemelli, Bilancia, e l’Acquario, perchè questi secondo gli astrologi sono segni occidentali. Su un cartiglio azzurro figura il motto: “Moro trà il gelo, e fragile qual vetro cangio in polve le membra, corpo in spettro“.
Al centro sul lato inferiore sono rappresentati due fanciulli uno con il sole e l’altro con la luna sopra il capo, entrambi scrivono su un libro collocato in mezzzo a loro, rappresentano il Giorno e la Notte, perciò il primo scrive “Tutto seco raggira il raggio mio” e l’altro vi aggiunge “Tutto sommergo in un profondo oblio“, che tali appunto sono gli effetti del Giorno e della Notte ma tutto concorda a rappresentare la volubilità del Tempo. (1)
(1) ConoscereVenezia dalle pergamene descrittive sulle portelle dell’orologio
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.


















































































