Le tavole di pietra dei Commissari pagatori

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La tavola dei Commisari pagatori di Murano

Le tavole di pietra dei Commissari pagatori

Le tavole di pietra dei Commissari pagatori erano poste in luoghi diversi di Venezia, a Sant’Angelo, ai Santi Giovanni e Paolo, alla Giudecca, a San Stefano di Murano. Si legge nella cronaca di Agostino Agostini che nel 1571, durante la guerra di Cipro, altre esistevano a San Zaccaria, a San Stefano e a San Giuseppe, sopra le quali, durante il reclutamento delle milizie, venivano pagate nel momento dell’ingaggio, secondo un costume antico. (1)

Era quella che si trovava in Campo Sant’Anzolo, per il popolo, una specie di monumento quasi venerato, poiché durante la lega di Cambrai, su di essa venivano pagate le reclute che s’ingaggiavano sotto la bandiera di San Marco, e nella festa annuale di Santa Marina, in cui si celebrava la fine della Lega, la tavola veniva coperta di fiori e imbandierata.

La sera del 15 gennaio del 1745, una combricola di vagabondi notturni, tra cui il giovane Casanova, guidata dal patrizio Piero Balbi, passando per il Campo Sant’Anzolo, adocchiarono la tavola di marmo che stava allora nel mezzo del campo, e nella comitiva di mascalzoni sorse l’idea di gettar la tavola nel vicino canale, e così fecero. La tavola venne successivamente recuperata ma non più rimessa al suo posto. (2)

(1) Giovanni Grevembroch. Gli abiti de Veneziani di quasi ogni età con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII. Volume III

(2) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 29 luglio 1925

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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