Un bacinetto Veneziano: la visiera di Attila

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Il bacinetto Veneziano in mostra nelle Sale dell'Armamento. Palazzo Ducale.

Un bacinetto Veneziano: la visiera di Attila

Il bacinetto (in tedesco Beckenhaube o Kesselhaube; in francese Bassinet; in inglese Basinet; in polacco Przyłbica) fu inventato dagli armaioli italiani, pare nell’Italia nordorientale (a), e fu in uso dalla metà del XIV secolo fino alla fine del XV.

Si diffuse velocemente in tutta l’Europa sia per il largo uso che ne fecero i mercenari che lo indossavano, e al tipo di protezione che garantiva. Le prime notizie conosciute provengono da un documento padovano del 1281 dove viene citato il termine “bazineto” (b).

Pian piano i mastri armaioli aggiunsero alla forma originale varie piastre metalliche, sostituendo le parti iniziali in cotta di maglia (come il camaglio) e di cuoio. Per la sua struttura venne largamente adottato da entrambi gli stati belligeranti nella Guerra dei Cento Anni (c), ma a causa dei problemi che comportava la visiera (specialmente per la fanteria), venne soppiantato dalla celata, assai più utile durante uno scontro, in quanto non impediva la visuale. La forma del coppo divenne sempre più appuntita, forse per i continui contatti con le popolazioni soggette all’impero ottomano e da semplice evoluzione di una cervelliera diventò un grande elmo, i cui limiti giungevano sino alle spalle con la famosa “klappvisier” (d) sviluppata in Germania verso il 1370 definita “a becco di passero” (e).

Nell’esemplare di “gran bacinetto” conservato nell’Armeria del Palazzo Ducale di Venezia, si nota una certa immobilità (f) tipica di almeno un secolo prima: l’elmo in ferro acciaioso verniciato di nero e con visiera a becco di passero, datato al 1480 circa, pare sia di produzione veneziana.

Esso è un bell’esempio della notevole maestria del fabbro armaiolo, in quanto il coppo e la goletta sono stati ottenuti da un unico pezzo di ferro, martellato a caldo “infinite volte” per dilatare il materiale fino a ricoprire sia il capo sia il collo e anche le spalle. Persino la visiera è stata ricavata da un unico pezzo il quale sia apre frontalmente con due larghe fessure per gli occhi, tagliate al netto e gonfiate verso l’esterno. Sul “becco cornoide” si trovano i fori allineati per la ventilazione. I contorni della visiera si sagomano allargandosi, dove una serie inferiore di tacche pare simulare la linea dei denti. Il bacinetto ha forma molto sollevata con una punta accentuata, raggiungendo posteriormente l’appiombo dove in controcurva il contorno del coppo si congiunge alla goletta. La visiera si fissa sui fianchi del coppo tramite una cerniera a spina, maschiettata con perno ribattuto a cuspide. Benché sembri verniciata, il metallo è stato in realtà brunito.

La forma singolare dell’insieme contribuisce a dare una peculiarità altamente particolare, dal sapore arcaico. Nell’inventario del 1548, “l’elenco delle Sale d’Armi del Cons.° X” lo si definisce “celadone vernichada”. Nell’inventario del 1611 lo si descrive come “un celadon antigo e la buffa”. Nell’inventario del 1773 viene descritto come “elmo di ferro, detto la Visiera di Attila”. Nell’inventario del 1799 lo si indica come “Visiera detta di Attila, Re degli Uni”. (1)

(a) N. David, Medieval Warfare: The Unfriendly Interface. The Journal of Military History, v. 63.

(b) E. Oakeshott, European Weapons and Armour: From the Renaissance to the Industrial Revolution, Lutterworth Press 1980.

(c) C. Gravett, German Medieval Armies: 1300-1500, Osprey Publishing, Oxford 1985.

(d) F. Lucchini Face, Counterface, Counterfeit: The Lost Silver Visage of the Reliquary of St. Anthony’s Jawbone, in Zchomelidse N. – Freni G., Meaning in Motion: Semantics of Movement in Medieval Art and Architecture, Princeton 2011. F. Rossi, Armi e armature medievali, Bergamo 1990.

(e) D. Nicolle, French Armies of the Hundred Years War, Osprey Publishing Oxford 2000.

(f) Boccia L.G.-Scalini M., Guerre e assoldati in Toscana 1260-1364 [Catalogo della mostra], Museo Stibbert, Proposte e Ricerche – S.P.E.S. editrice, Firenze 1982. DeVries K.- Smith R. D., Medieval Weapons: An Illustrated History of Their Impact, Santa Barbara (CA) 2007. E. E. Viollet-le-Duc, “Bascinet” in Encyclopaedia Dictionnaire raisonné du mobilier français, Parigi 1874.​

(1) Alessandro Zanotto e Debora Gusson

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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