Il Teatro di San Giovanni Grisostomo (1678) poi Teatro Malibran, nel Sestiere di Cannaregio

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Teatro Malibran. Campiello del Teatro. Sestiere di Cannaregio

Il Teatro di San Giovanni Grisostomo (1678) poi Teatro Malibran, nel Sestiere di Cannaregio

Il teatro più vasto, più elegante, più armonioso della città era quello di San Giovanni Grisostomo, oggi Malibran, fatto costruire dalla famiglia Grimani nel 1678 e che per primo ebbe le file dei “palchetti” separati, sovrapposti gli uni agli altri. Nella sala non c’erano né lampioni, né lampade; appena tollerata qua e là qualche piccola lumiera e questo per dar risalto maggiore alla scena che, sebbene illuminata ad olio e a candele di sevo, pure, quando si alzava il sipario, splendeva in mezzo a tanta oscurità.

Fra un atto e l’altro giravano per la platea con certi moccoletti i venditori di ciambelle, di semi di zucca abbrustoliti, di acqua con l’anice, di arance, vociando quasi in coro: “bussolai, brustolini, acqua e mistrà, naranze!“, uso che durò fino a pochi anni or sono, non però coi lumini; mentre i patrizi nei palchetti si facevano servire gelati, caffè e bicchieri di cipro. Spesso nei palchetti si cenava con rifreddi di pollo e pesci in salsa gettando le ossa e le lische nella platea, ed era un diletto per i giovani patrizi prendere a bersaglio una testa o un cappello cittadino o plebeo, e sputare sui calvi, gridando allegramente: “smorzemo un candeloto!“. Quando però scena aperta una celebre e bella virtuosa cantava la sua aria, il silenzio si faceva profondo, ma il baccano ricominciava appena quella aveva finito, ed allora in mezzo ai battimani si udiva gridare: “Sistu benedetta! Benedetto el pare che t’ha fato!“.

Nel carnevale del 1750 i teatro di San Giovanni Grisostomo divenne una palestra di fischi e di acclamazioni, di applausi e di insulti; si rappresentava allora “Le nozze di Ercole e Tebe” di Nicola Porpora, e tra la cantante Giovanna Casati e il celebre castrato Gaetano Maorano, detto Caffariello, erano sorte gelosie artistiche ed ire che trovarono un’eco clamorosa tra i partigiani dell’una e dell’altro. Dovette intervenire il Consiglio dei Dieci il quale mandò per qualche sera missier grande con alcuni birri ad assistere alla rappresentazione. Il teatro di San Gioavanni Grisostomo tenne il primato fino al 1755 poi decadde e all’opera si sostituì la commedia, ma fu sempre il più chiassoso dei teatri poiché nel 1785 i Dieci dovettero proibire la tragedia di Giovanni PindemonteI Coloni in Candia” che diede pretesto contro i Greci a schiamazzi, a dimostrazioni, ad insulti. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 30 maggio 1926

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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