La Bissòna

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Luca Carlevarijs. La Regata in Canal Grande in onore di Federico IV Re di Danimarca. Paul Getty Museum

La Bissòna

Altra barca appositamente costruita per intervenire alle regate: essa è velocissima al corso, tiene otto remi, quattro per lato, che agiscono simultaneamente, come appunto in tutte le altre barche civiche veneziane. Le bissòne, come le peòte, le margaròte e le balotìne, in tali occasioni erano fastose per ricchissimi addobbi, e nei tempi dei quali scriviamo, se ne videro alcune con cimieri talmente elevati che conveniva mediante molle e congegni abbassarli perchè potessero sottopassare al ponte di Rialto. La coperta alla prua delle bissone ha una nicchia, nella quale su ricchissimi origlieri sta sdraiato il padrone di essa, e può così pienamente godere dello spettacolo. (1)

Le regate non si facevano tutti gli anni come avviene oggi per la Regata Storica, ma venivano fatte solo in occasione di grandi avvenimenti, come la visita alla città di personalità illustri. Molti giovani patrizi concorrevano per l’occasione ad ornare, a somiglianza delle peòte, la propria bissòna, che vale a dire un grosso serpente. E così si appellano quelle barche a cagione della lunghezza dell’acuta loro prora, non meno che per l’agilità con la quale quasi serpeggiano sull’acqua.

Memorabile fu la regata offerta il 25 giugno del 1686 ad Ernesto Augusto duca di Brunswick e Luneburg, principe d’Osnabrück, ec., nel periodo del suo soggiorno a Venezia.

Vi erano barche che partecipavano alla regata di ogni sorte, e cioè; Còpani a sei remi, Fisolère a un remo, Battelli a due, Gondole a uno, Gondole a due, Gondole a quattro, Fisolère a quattro, Gondole piccole a due a piacimento dei gobbi, Capariòle a sei, Scoassère a otto, e Battelli da fòssina a due per le donne.

Il celebre P. Vincenzo Coronelli fattesi dare dallo stampatore Andrea Poletti le piastre delle bissòne e peòte ec., di questa Regata pubblicata dall’Alberti ne tirò parecchie copie, e le inserì nell’Opera sua intitolata: Navi o Vascelli, Galee, Galeazze, ec., raccolte nell’Accademia degli Argonauti. Venezia, 1697, in gran foglio giusta l’esemplare esistente nella Marciana.

Con la regata del 8 giugno 1845 la Congregazione Municipale fornì le prime sette bissòne pubbliche e cioè; la prima rappresentava gli Araldi, ed era di color celeste e bianco, la seconda gli Scozzesi, canerino e bianco; la terza gli Americani, bottone d’oro e bianco; la quarta i Birichini, scarlato e nero; la sesta gli Antichi Veneti, verde e rosa; la settimana i Greci moderni, bleu e rosso. (2)

(1) GIOVANNI CASONI in Venezia e le sue lagune, volume primo. Stabilimento Antonelli (Venezia, 1847)

(2) EMMANUELE ANTONIO CICOGNA. La Regata di Venezia. Tipografia Gianbattista Merlo (Venezia, 1856)

Le bissòne che parteciparono alla regata del 25 giugno del 1686 in onore di Ernesto Augusto duca di Brunswick e Luneburg.

P. Vincenzo Coronelli da www.internetculturale.it

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