Pozzo di Campo San Giobbe

0
389
Pozzo di Campo San Giobbe - Cannaregio

Pozzo di Campo San Giobbe

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica con una cornice quadrata sostenuta da volute di foglie d’acanto. Su due lati della vera è scolpita, a bassorilievo, una croce con tre chiodi, su un altro lato è scolpito, a bassorilievo, il monogramma eucaristico, mentre sul lato rimanente è presente un sistema di pompaggio e un beccuccio di fontana. Base: quadrata. Copertura: lastra metallica convessa.

SAN GIOBBE (Fondamenta, Campo, Ponte, Rio di). Il sacerdote Giovanni Contarini fondò in Cannaregio nel 1378 un ospizio per poveri, di cui parleremo più innanzi. In seguito vi aggiunse un oratorio sacro a San Giobbe, ottenendo nel 1390 da papa Bonifacio IX l’approvazione che colà si potessero celebrare gli uffici divini. Morto il pio fondatore, Lucia di lui figliuola, accolse nell’ospizio alcuni eremiti di San Girolamo, e, dopo la loro partenza, alcuni Minori Osservanti. I religiosi di ambedue gli ordini ufficiarono l’oratorio; anzi i Minori Osservanti l’ottennero in piena proprietà nel 1434. Fu allora che essi vollero atterrarlo, stando per innalzare in quel luogo chiesa più ampia, ma, per i reclami di Lucia Contarini, il divisamente non ebbe effetto, e dovettero accontentarsi d’incorporare 1’oratorio nella nuova fabbrica. Questa, incominciata verso la metà del secolo XV sullo stile Lombardesco, ebbe il suo compimento verso la fine del secolo stesso, e fu consacrata nel 1493. Ricevette poi altra consacrazione dopo alcune aggiunte e cambiamenti nel 1597. Assai benemerito dell’intrapresa si mostrò il doge Cristoforo Moro, il quale, mentre era ancora senatore, aveva conosciuto nell’ospizio di San Giobbe il celebre frate Bernardino da Siena, e dopoché questi venne canonizzato nel 1450, gli eresse in chiesa di San Giobbe una magnifica cappella, facendo sorgere anche un più ampio convento a comodo dei padri. Il Moro, decesso nel 1471, legò ai padri medesimi diecimila ducati, e fu sepolto nella cappella di San Bernardino, ove tuttora si scorge il di lui sigillo sepolcrale. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, il convento di San Giobbe venne atterrato, e la sua area, unitamente alla vigna dei padri, ridotta ad Orto Botanico. La chiesa rimase aperta come sussidiaria di San Geremia. Il Ponte di San Giobbe, che anticamente era di legno, si fabbricò in pietra nel 1503. Si ridusse poi nella forma attuale dall’architetto Tirali nel 1688, e nel 1794 ebbe un restauro, come da epigrafe riportata dal Cicogna (Isc. Ven. Voi. VI, Fase. 24).

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.