La Tartana

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Disegno di tartana da pesca. Dal sito http://www.cherini.eu/

La Tartana

Legni da commercio ed anche da guerra. Da principio, questo genere di naviglio era destinato esclusivamente al commercio ed al trasporto; esso viaggiava con sole vele, ed era lungo di forma, comodo per ricevere il carico, veloce al corso, esigeva un limitato equipaggio, obbediva facilmente alle manovre di mare, e guadagnava cammino anco con vento stretto; quando poi le tartane si vollero adattare agli usi di guerra, ciò che, più che altro, usavasi nel XVII secolo, ne comparvero di varie grandezze, ed anco modificate alquanto di forma, secondo la diversa loro destinazione. La tartana da guerra, detta anche tartana grossa, alzava tre alberi, e poteva paragonarsi quasi alla nave latina del precedente secolo: due e sovente quattro cannoni di grosso calibro, e dodici fino a trenta cannoni petrieri ne costituivano l’armo. Le tartane minori portavano due soli alberi, quello cioè di maestra, l’altro denominato di mezzana.

Le tartanelle peschereccie avevano forme totalmente diverse e due soli alberi, in guisa che nulla più avevano di comune con le altre fuori del nome e le vele, che in tutte erano triangolari, cioè di taglio, come suol dirsi, latino.

Ai tempi nostri, la tartana è legno conosciuto: lo era molto più nell’anzidetto XVlI secolo: barche di egual nome servono ora alla pesca, e si adoperano nei viaggi di piccolo cabottaggio. (1)

GIOVANNI CASONI in Venezia e le sue lagune, volume primo. Stabilimento Antonelli (Venezia, 1847)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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