Corte de la Pietà a San Francesco della Vigna, nel Sestiere di Castello

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Corte de la Pietà San Francesco della Vigna (Castello)

Corte de la Pietà a San Francesco della Vigna, nel Sestiere di Castello

Essendo nel secolo XIV cresciuto a dismisura in Venezia il mal costume, si vedevano non degrado i frutti degli illegittimi amplessi abbandonati per le pubbliche vie dalla crudeltà dei genitori.

Commosso a tale spettacolo fra Pieruzzo d’Assisi, reduce dalle missioni, prese a pigione l’anno 1346 diciassette case a San Francesco della Vigna allo scopo di ricettare trovatelli, case le quali posteriormente, per testamento della N. D. Lucrezia Dolfìn, passarono in proprietà dell’istituto. Da bel principio i trovatelli tutti, sì maschi che femmine, vennero affidati alle cure di una confraternita di devoti della chiesa di San Francesco, ma poi si assoggettarono le femmine alle Matrone dell’Umiltà, istituitesi appositamente nella vicina chiesa della Celestia.

Con l’andar del tempo queste ultime rimasero le uniche direttrici dell’ospizio, che ancora per circa due secoli dopo la morte di fra Pieruzzo fiorì nella corte da noi illustrata, e che fu detta della Pietà dal gridare pietà! pietà! fatto dal buon frate quando andava questuando di porta in porta per condurre ad effetto la sua santissima intrapresa. (1)

(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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