San Biagio, bassorilievo di Campo San Biagio

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San Biagio, bassorilievo di Campo San Biagio - Castello

San Biagio, bassorilievo di Campo San Biagio

Bassorilievo raffigurante San Biagio con i paramenti da vescovo.

Campo San Biagio. Chiesa di San Biagio. Sotto il dogado di Contarini Domenico, alcuni della famiglia Boncigli fecero erigere nel 1052 una chiesa ad onore e sotto il titolo del vescovo e martire San Biagio in questa parte del sestiere di Castello. L’opportunità del sito attrasse molti dei Greci, che approdavano a Venezia per ragion di commercio, a frequentarla, e cominciarono ad ufficiarne una parte col loro rito. L’uso era già inveterato, quando il Consiglio dei Dieci con suo decreto del 1470 ordinava che in nessuna altra chiesa della città potesse celebrarsi col rito greco fuorché in San Biagio. Nel 1498 i Greci instituirono una confraternita sotto il patrocinio di San Nicolò vescovo di Mirra. Cosi questa chiesa continuò ad essere ufficiata con doppio rito fino all’anno 1513, quando la nazione greca a tutto suo uso edificò quella di San Giorgio Martire. Sin oltre la metà del secolo XVII fu parrocchiale, poi divenne collegiale. Fu rifabbricata sotto il piovanato di Leonardo Ferruzzi. Rimase chiusa dal 1810 al 1817, nel quale anno fu istituita chiesa parrocchiale del la Regia Marina. Vi si vede, ma non vi si ammira, un monumento scolpito da Giuseppe Ferrari Torretti ad Angelo Emo, l’ultimo dei Veneziani, il merito dell’artista non va più avanti del vestito del gran generale. Manca d’ispirazione, non vi si vede che l’arte. (1)

(1) BERNARDO e GAETANO COMBATTI. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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