Le “Chieresie” o le Nove Congregazioni del Clero Veneziano

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Calle del Clero, ai Tolentini. Sestiere di Santa Croce

Le “Chieresie” o le Nove Congregazioni del Clero Veneziano

Le Chieresie erano le nove Congregazioni del Clero veneziano che avevano lo scopo d’implorare per i defunti il perdono di Dio con le preghiere o con le opere di carità e concorrevano con il loro intervento a rendere più solenni alcune sacre funzioni. Il primo abbozzo di tale istituzione lo si ebbe nell’anno 977 per la pietà del doge Pietro Orseolo primo, il santo principe dicono le cronache venete, “l’ambitioso et il superbo” dice San Pietro Damiano facendolo complice dell’uccisione di Candiano IV a fine di salire al trono”.

Le Chieresie ebbero più regolare funzionamento verso il 1200 per i lasciti testamentari e le sovvenzioni dei benefattori e allora alle cinque primitive, fondate nel mille, se ne aggiunsero altre quattro e le nove Congregazioni rimasero così inalterate fino alla caduta della Repubblica.

Le prime cinque erano quelle di San Michele Arcangelo, di Santa Maria Mater Domini, dei Santi Ermagora e Fortunato vulgo San Marcuola, dei Santi Apostoli e di San Silvestro; le altre quattro aggiunte poi, si chiamarono di San Polo, di San Luca, del Santissimo Salvatore e di San Canciano. Testamenti, beneficenze, regali le arricchirono presto tanto che giunse fino ad oggi il loro ricordo nelle calli denominate “del clero“, la prima a San Vidal, l’altra sulla fondamenta dei Tolentini dove le Congregazioni possedevano parecchie case lasciate loro dai benefattori.

Nella Calle Larga del Clero a San Vidal il donatore era stato un Giovanni Giusto, “ricco marcante de seda” con suo testamento nell’anno 1224, nell’altra calle invece ai Tolentini il benefattore si chiamava Cristiano Antichier vissuto nel 1312 e ambedue nei loro ricchi lasciti avevano avuto “grandi laudi per queste chieresie“.

Nella metà del Ciquecento esse potevano contare sopra una rendita annuale di circa ottomila ducati d’oro e il lusso di questi collegi presbiteriani, di cui era capo un arciprete seguito dai parroci, diaconi, suddiaconi, sacerdoti e chierici era splendido nelle funzioni solenni in cui intervenivano: precedevano, come da stabilite norme statutarie, sei doppieri d’argento, il gonfalone della Congregazione con ai lati i due diaconi, gli incensieri, tutto il capitolo con a capo il pievano, i penelli che descrivevano le maggiori vicende del Santo protettore, fanali e torce accese, ancora preti e chierici e infine la folla dei credenti alla congregazione fedele.

Nelle funzioni le nove Congregazioni del Clero cedevano il posto soltanto alle sei Scuole grandi, ma nel 1582 le Congregazioni protestarono e volevano predere, salvo la scuola di San Marco e quella di San Rocco, le altre quattro di San Giovanni Evangelista, di San Teodoro, della Carità e della Misericordia e ricorsero allora al Consiglio dei Dieci da cui dipendevano le sei Scuole grandi. Ma il Consiglio decise che soltanto nei funerali dei Dogi le congregazioni, per la loro missione di suffragio ai defunti, avessero la precedenza nel corteo, mentre nelle altre funzioni solenni dovevano venire dopo le Scuole grandi. Ci fu qualche malcontento cui prese parte anche il popolo che teneva per le “chieresie“, ma i Dieci avevano deciso e la legge ebbe il suo corso. (1)

Le Chieresie erano governate, nel loro insieme, da trenta sacerdoti scelti dalle nove congregazioni, l’unione dei quali formava il Collegio. I nove arcipreti, capi delle congregazioni, duravano in vita, gli altri ventuno cambiavano ogni due anni. Non si conosce dove, nei primi tempi, si riuniva questo consiglio, è certo che dal 1453 al 1584 furono in vari luoghi raccolti. In questo ultimo anno scelsero un’abitazione presso la chiesa di San Paterniano (ora Campo Manin),  che possedevano, sopra la porta della quale stava la seguente iscrizione:  “DEO OPT MAX / R CLERI CONGREGATIO / NVM COLLEGIVM / ANNO DOMINI MDLXXXIIII”. (2)

L’ultima volta che le Congregazioni del Clero tennero il posto d’onore fu nei funerali del Serenissimo Paolo Renier, penultimo doge di Venezia, morto il 13 febbraio 1789. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 15 gennaio 1930

(2) Giuseppe Cadorin. Ceni Storici delle Nove Congregazioni del Clero Veneto. Venezia coi Tipi di Alvisopoli 1843.

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Calle del Clero ai Tolentini; Calle Larga del Clero a San Vidal; Calle del Clero ai Tolentini; Targa in Calle del Clero ai Tolentini; Calle Larga del Clero a San Vidal; Calle Larga del Clero a San Vidal

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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