Corte del Cafetier, ai Santi Giovanni e Paolo, nel Sestiere di Cannaregio
Parecchie luoghi hanno lo stesso nome di questa corte a Venezia, questo per il lungo commercio avuto con gli Orientali, si prese a bere caffè in gran copia, e se ne aprirono molte botteghe, tenute in origine dai Grigioni.
Celebre ai tempi andati era quella in Merceria di San Giuliano, che nell’Ottocento si trovava aperta all’insegna del Trovatore, la quale, per essere condotta da un Menico uomo grande e grasso, si chiamava da Menegazzo. Oltre il Caffè di Menegazzo, avevano pure una parte di rinomanza i due Caffè non lontani dell’Ancillollo e dei Secretari, il secondo, come ritrovo dei celebri secretari Miledonne, Gratarol e Gabriel, ultimo Cancellier Grande. Aggiungi il Caffè Mori a San Moisè, nonché il Caffè Florian, ove concorreva quanto vi aveva di più eletto fra nostrani ed estranei. Nè si vuole tralasciare, per ultimo, il caffè che si chiamava del Gobbo, posto in Calle dei Fuseri.
Parlando in generale dei caffè di Venezia, benché essi fossero bassi, disadorni, malissimo illuminati, e per molto tempo mancanti perfino di vetri, a schermo dell’intemperie si scorgevano, specialmente di carnevale, zeppi di gente e di maschere. Era là che s’intavolavano molti matrimonii, e che amore e licenza avevano libero impero. (1)
(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).
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