Il monumento funebre al doge Nicolò Marcello (1397-1474), nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

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Monumento funebre con figura giacente del doge Nicolò Marcello (1397-1474),  opera di Pietro Lombardo

Il monumento funebre al doge Nicolò Marcello (1397-1474), nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

E’ ricchissimo di ornamenti con somma eleganza trattati il monumento funebre al doge Nicolò Marcello, viene annoverato a ragione fra le migliori produzioni di questo genere del secolo XV. L’urna su cui giace il capo della repubblica, è modellata con quella grazia e leggerezza che si convengono per dare risalto maggiore alla gravità della sottoposta cassa.

Le quattro virtù cardinali fiancheggiano il sarcofago, nell’attico siede la Vergine col Bambino, a cui San Marco presenta il doge, nell’altro lato San Teodoro, occupa mezza figura del Redentore il fastigio del mausoleo.

Il Nicolò Marcello, creato doge nell’agosto del 1473, mori nel dicembre 1474. Quantunque breve, nondimeno glorioso fu il suo dogado; e l’essere stato egli il primo che facesse pubblica comparsa con vesti tessute d’oro, fa prova che la ricchezza della nazione era giunta a superare la forza delle leggi che reprimevano il lusso.

Sotto lui, le venete armi sedarono le turbolenze di Cipro, cosi avvicinando il momento in cui la repubblica doveva rendersene padrona. Scutari, assediata dai Turchi, venne liberata dal Veneziani sotto gli ordini di Antonio Loredano.

Avendo in quel tempo Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli, chiesto a Venezia qualcuno dei celebri pittori che vi fiorivano, gli s’invio Gentile Bellini, maggior fratello di Giovanni, il quale, prestatosi agli ordini del sultano, ebbe dalle mani di lui la decorazione di cavaliere: reduce a Venezia fu per quella missione lodato dalla repubblica, e provveduto di assegnamento per tutta la vita. Morto Gentile nel 1501, fu tumulato in questo tempio; ma del sepolcro di lui non rimane vestigio. (1)

(1) Antonio Quadri. Il Tempio dei SS. Giovanni e Paolo in Venezia.  Tipografia Andreola 1835

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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