La mappa di Venezia, del 2013, della guida “Calli, Campielli e Canali” di Helvetia Editrice
La storia della cartografia inizia a Venezia a partire dal XV secolo, quando il Consiglio dei Dieci dispose che si doveva provvedere a disegnare l’immagine di tutte le città, terre, castelli, provincie e luoghi, esplicitamente finalizzata al governo del territorio della Serenissima, e quanto ci è giunto, dimostra la capacità degli antichi cartografi.
Sotto la dominazione francese, si viene a costituire il Catasto napoleonico veneziano che al di là della sua originaria finalità censuaria, è una rappresentazione geometricamente esatta e attendibile della città quale era agli inizi del 1800, esso documenta la forma e la misura dei fabbricati, dei terreni, calli, campielli, ponti e rive, come questi elementi erano alla data del rilevamento.
La Venezia di oggi non è molto cambiata e l’attendibilità del Catasto napoleonico è confermata dal Fotopiano che la città si è data nel 1982. La Guida “Calle, campielli e canali” collegandosi a questa tradizione, si sviluppa attraverso 86 tavole in scala 1:2000 di Venezia, Giudecca, Murano e Burano. Le tavole sono una riduzione fotografica delle piante catastali in scala 1:1000, verificate e aggiornate con un controllo sul posto, sopratutto per quanto riguarda la presenza di nuovi insediamenti abitativi. (1)
ConoscereVenezia considera questa pubblicazione indispensabile per tutto il suo lavoro, per la precisione delle sue informazioni topografiche e per l’esattezza delle nomi delle sue calli, campielli, ecc., soprattutto quando quelli sul posto, riportati dai nizioletti, sono illeggibili, alterati o italianizzati.
(1) Calli, Campielli e Canali. Guida di Venezia e delle sue Isole. Helvetia Editrice
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.
















































































