Rio de l’Avogaria, nel Sestiere di Dorsoduro

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Rio de l'Avogaria dal Ponte Sartorio - Dorsoduro

Rio de l’Avogaria, nel Sestiere di Dorsoduro

Deve la sua denominazione al soprannome della famiglia Zamberti, detta dall’Avogaria perché alcuni suoi componenti prestarono la loro opera nell’ufficio dell’Avogaria de Comun, a Palazzo Ducale, fino all’abdicazione della Serenissima. Gli Zamberti, che abitavano nei pressi del ponte che da loro prese il nome, avevano nell’arma una o due fascie con tre stelle ciascuna. Gli edifici di loro proprietà passarono successivamente alla famiglia Superchi. Lungo il Rio de l’Avogaria sussistono ancora due squèri, separati da un muro: in primo piano a sinistra, nella fotografia a fianco, quello gestito da oltre un secolo dalla famiglia Tramontin, specializzata nella costruzione di gondole. A destra quello condotto dai Bonaldo, il cui caratteristico scalo digradante nell’acqua pochi mesi or sono è stato occultato da un’alta banchina in cemento armato, che ha disarmonizzato la primitiva estetica del rio, alterando così uno dei sempre più rari esempi della tradizionale cantieristica navale veneziana, un tempo diffusi un po’ ovunque nel centro storico e immortalati da schiere d’artisti di ogni epoca. (1)

Viene attraversato dai seguenti ponti:

Sulle sue rive si affacciano:

  • Calle del Squero
  • Calle de l’Avogaria
  • Corte Zappa
  • Calle Longa San Barnaba

(1) https://github.com/mitchellwills/

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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