La cerva e il cerbiatto, altorilievo su una facciata della Basilica di San Marco
Tra i marmi fissati all’esterno della Basilica di San Marco, sulla facciata verso la Chiesa di San Basso, il bassorilievo, con scolpita una cerva e un cerbiatto, è uno dei più notevoli per l’accentuato rilievo delle figure. Il bassorilievo raffigura i due cervidi intenti a mangiare i frutti di tre arbusti.
Gli storici attribuiscono questo marmo ai primi secoli e lo ritengono un lavoro cristiano. Nel bassorilievo si vede infatti una cerva usata come simbolo dai primi cristiani in molte circostanze. Nelle Catacombe è rappresentata mentre beve da una fontana, che poi rappresenta l’anima fedele, seguendo il primo verso Salmo 41: “Quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum, ita desiderat anima mea ad te, Deus” (“Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio” ).
La qualità principale di questo animale è l’agilità combinata con la timidezza; per questo veniva paragonato ai cristiani, che fuggivano davanti alle persecuzioni, ma questo significato non può essere attribuito a questo marmo, perché i cervi riposano. Il gran numero di folti rami, che ricoprono l’intero fondo del marmo, danno un’idea materica del Paradiso, simboleggiato da un giardino nei primi Padri, e il cui nome in greco è sinonimo di giardino. (1)
(1) Giovanni Saccardo in La Basilica di San Marco in Venezia. Ilustrata nella storia e nell’arte da scrittori veneziani sotto la direzione di Camillo Boito. Volume 6. Ferdinando Ongania Editore. Venezia 1888
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

















































































