Il “vier da bisato” (vivaio per anguille)

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Vier da Bisati. Vivaio in vimini per le anguille. La pesca in Laguna. La collezione storica di Minni e Marella. Centro Culturale Candiani 2019.

Il “vier da bisato” (vivaio per anguille)

Tra i pesci di laguna un tempo più comuni, l’anguilla ha avuto in passato la maggiore rilevanza economica e una buonissima reputazione per la cucina più popolare. Diffusa e abbondante in tutte le acque della gronda lagunare, nelle valli e nella laguna viva, sul mercato era reperibile in tutti i mesi dell’anno, anche nel pieno inverno, perché conservata viva nelle apposite maròte, che a Rialto si tenevano ormeggiate proprio davanti la pescheria.

Durante i mesi invernali la sovrapproduzione era tale da superare la pur ingente domanda locale e le anguille venivano spedite all’estero, soprattutto in Germania appositamente affumicate o marinate. L’attività era così florida che nel 1870 nella provincia di Venezia erano attivi tre impianti di trasformazione per le anguille, che venivano marinate in aceto. Il solo impianto del signor Sante Veneranda di Mira, pur lavorando solo nel periodo autunnale, trattava in quell’epoca oltre mille quintali di anguille l’anno. (1)

(1) La pesca in Laguna. La collezione storica di Minni e Marella. Centro Culturale Candiani 2019.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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