I Battioro Allemani

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Giovanni Grevembroch. Battioro. Gli abiti de Veneziani di quasi ogni età con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII.

I Battioro Allemani

La Scuola dei Battioro Alemanni, sotto l’invocazione di Santa Barnara, aveva la sua sede di devozione nella Chiesa di San Lio. Nel 1773 quest’arte contava 32 addetti così ripartiti: 5 garzoni, 15 lavoranti e 12 capimastri, suddivisi in 9 botteghe. Con il termine battioro si denominavano tre distinte corporazioni: i tira e battioro, i battioro alemanni e i battioro stagneri e da colori, questi altimi battevano lo stagno da applicare agli specchi.

La lavorazione a foglia era una caratteristica dei battioro alemanni, in quest’arte venivano iscritti indifferentemente sudditi veneziani e stranieri, in particolare germafonici.

Questa lavorazione consisteva nel battere con martelli il metallo (oro o argento, dorato da un parte), inserendolo in una doppia guaina di pelle (bandruche o pelle divina). La lamine, sottilissime, venivano raccolte separate tra loro con carte, tra due copertine di legno ; questa confezione si chiamava libretto. La foglia d’oro era usata per dorare mobili, statue, intagli, vetri e porcellane. Largo impiego ne facevano anche i fabbricanti di cuoridoro (cuoi dorati), in uso a Venezia per rivestire poltrone, legature di libri e particolarmente le pareti dei palazzi, consistenti in lunghe striscie ottenute dall’unione di rettangoli di cuoio, cuciti o incollati e decorati mediante punzoni con motivi geometrici sui quali veniva applicata la foglia d’oro. (1)

(1) Lina Urban. L’arte dei Tira e battioro. Centro Internazionale della Grafica di Venezia. 1989

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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