Società Canottieri Francesco Querini. Cantiere e sede in Calle de le Capucine alle Fondamente Nove, nel Sestiere di Castello

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Cantiere della Società Querini, alle Fondamenta Nove - Sestiere di Castello

Società Canottieri Francesco Querini. Cantiere e sede in Calle de le Capucine alle Fondamente Nove, nel Sestiere di Castello

La Società Canottieri Francesco Querini nacque nel 1901, ad opera di una ventina di soci fondatori (alcuni fuoriusciti dalla Bucintoro). La società prese il nome da Francesco Querini, un giovane veneziano Ufficiale della Regia Marina, disperso nel Mare Glaciale Artico durante il tentativo del Duca degli Abruzzi di conquistare il Polo Nord.

Nello stesso anno veniva aperta la sede sociale del nuovo sodalizio (lo rimarrà fino al 1929) in un magazzino alle Zattere opportunamente adattato con notevole impegno economico, e venivano inoltre costruite o acquisite le imbarcazioni della nuova società.

Nel 1903 venne varata la prima “Disdotona“, gondola di rappresentanza della Società, lunga 24 metri a 18 vogatori, progettata e costruita dall’ing. Angelo Meloncini. Sempre in quell’anno veniva consegnata alla Società la sua prima bandiera, che era azzurra con in alto a sinistra lo stemma sociale composto da remo, salvagente e gaffa, emblemi che rappresentavano tutti gli scopi sociali; in basso era evidenziata la scritta “Querini”. Questa bandiera sarebbe rimasta immutata fino al 1919 quando fu adottata quella tuttora in uso.

Fino allo scoppio della prima guerra mondiale la Società si adoperò senza sosta per continuare a svilupparsi, restaurando completamente il cantiere, e arricchendo la flotta di nuove unità. Con la Grande Guerra gran parte dei soci furono chiamati alle armi e purtroppo molti non tornarono; la Società alla fine della guerra dovette essere rifondata e l’assemblea nominò per acclamazione come presidente il comandante Luigi Rizzo.

Nel 1925 veniva benedetta in mare la seconda bandiera, copia fedele della precedente, con l’aggiunta in ricamo del motto “Ardisci e spera!“. Nel 1926 veniva varata la seconda disdotona, costruita sui disegni della prima dal cantiere De Pellegrini-Carraro a San Pietro di Castello, alla quale venne dato il nome del primo presidente, Pietro Foscari, da poco scomparso. Essa venne offerta alla Società per il suo XXV anniversario dalla famiglia Foscari, dai ministri Volpi e Giuriati, dal Comune e dalla Provincia di Venezia, da altri Enti pubblici e privati, da cittadini e soci. Era la riproduzione fedele della prima, la sua lunghezza fra le perpendicolari era di ca. 25 m. La bandiera di poppa (riproduzione di quella di San Marco) fu offerta dalla patronessa contessa Maria Luisa Foscari de Bresson e dipinta da Pasquale Zennaro. La bandiera di prora (riproduzione di quella sociale) venne ricamata nell’Istituto Canal delle Suore del Pianto. La targa con dedica sulla prora, eseguita ed offerta dalla ditta Alessandro Santi. I fanali (riproduzione di quelli da galera) ed i due pomi sulle aste delle bandiere, in rame sbalzato a cesello, vennero eseguiti dalla ditta Rosa Umberto di Venezia. La “polacheta” in cuoio, offerta dal socio cav. Valentini, venne confezionata dalla ditta Alessandro Lucatello di Venezia.

Nel 1929 sede e cantiere sociali venivano trasferiti dalle Zattere alle Fondamente Nove ove ancora si trovano. Con la scomparsa di Piero Foscari (1923), la Querini perdeva quello che era stato il suo maggiore sostegno fin dalla fondazione. Successivamente essa venne perorata da due importanti uomini politici ed imprenditori di successo; il conte Giuseppe Volpi Ministro delle Finanze e l’ing. Achille Gaggia Senatore del Regno. Essi sostennero in tutti i modi il Sodalizio, curarono il rinnovo ed il potenziamento della flotta e l’acquisto del cantiere sociale alle Fondamente Nuove.

Durante la seconda guerra mondiale la Querini non cessò mai la sua attività, l’unica vera vicissitudine la subì purtroppo la disdotona che era ricoverata in una tésa dell’Arsenale. Non si conoscono esattamente le circostanze, ma la barca affondò insieme ad un peschereccio che le si appoggiò sopra. In tali condizioni rimase per due anni e poté essere recuperata solo dopo la fine della guerra. Sottoposta a notevoli lavori di restauro poté partecipare alla prima Regata storica del dopoguerra nel 1946 alla presenza del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola. Le vicissitudini cui era sottoposta avevano messo la disdotona in condizioni irrimediabilmente precarie, così nel 1968 il consiglio direttivo decise la sua sostituzione. Nel settembre 1973, alla presenza del Patriarca Albino Luciani, con il finanziamento proveniente da una sottoscrizione aperta tra i osci, con il concorso del Comune di Venezia, dalla Cassa di Risparmio, di altri Enti cittadini e della famiglia Foscari, veniva varata la terza disdotona. Costruita dal cav. Giovanni Giuponi, questa è stata costruita in pezzi smontabili ed in compensato marino. La seconda disdotona non andò distrutta: essa va bella mostra di sé nel Padiglione delle Navi ove è stata sistemata su desiderio della Marina Militare. (1)

Diverse targhe poste all’interno del cantiere sociale ricordano le numerose vittorie della Querini nei Campionati d’Europa, i soci caduti nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale, Piero Foscari, e Francesco Querini.

Articolo sulla disdotòna “Pietro Foscari” nel Padiglione delle Navi all’Arsenale

(1) Francesco Querini. L’uomo e la storia. La società canottieri nel centenario di Fondazione.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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