Targa in memoria di Antonio Mangarini, alfiere della Marina Veneta, fucilato la sera del 23 giugno 1797
Si sa che era stato veneziano dello Stato da Mar, in quanto nativo di Zara, alla pari del Foscolo, che egualmente lo era, in quanto nativo di Zante. Si sa che era stato ufficiale della Marina veneziana, e che nel 1797 si trovava nel suo venticinquesimo anno di vita, e che la sera del 12 maggio 1797 egli aveva capeggiato e guidato una sollevazione popolare, la quale avrebbe voluto contrapporsi e scalzare la Municipalità Provvisioria, che aveva sostituito il Governo della Serenissima, al fine di ripristinare quest’ultimo e di unire le forze rimaste per far fronte all’Armata del Buonaparte, in difesa della Patria.
Questa sollevazione si scatenò nelle vicinanze del Ponte di Rialto, e le forze della Municipalità ebbero la meglio e poterono domarla, grazie anche al fatto che vennero impiegati perfino i cannoni contro i rivoltosi, armati soltanto di sciabole e moschetti. Sappiamo che il Mangarini riuscì al momento a sottrarsi alla cattura, ma che venne individuato e preso qualche giorno dopo.
Sottoposto a processo, venne condannato alla pena capitale mediante fucilazione, che venne eseguita la sera del 23 giugno 1797, alle ore 21, nel Campo di san Francesco della Vigna. Null’altro, fino ad ora, dalla documentazione pervenuta e rimasta che lo riguarda, si sa di lui. In particolare non sappiamo perché l’esecuzione abbia avuto luogo proprio in quel campo, immerso in una atmosfera severa e malinconica, così remoto e periferico, rispetto all’area Marciana, e non sappiamo neppure dove il suo corpo sia stato sepolto. (1)
Testo inciso nella targa (dove si legge Margarini s’intenda Mangarini) :
LA SERA DEL 23 GIUGNO 1797
VENIVA FUCILATO IN QUESTO CAMPO
L’ALFIERE DELLA MARINA VENETA
ANTONIO MARGARINI
CHE SI OPPOSE ALLE TRUPPE NAPOLEONICHE
I GRUPPI ALPINI DI ZARA E VENEZIA POSERO
15 MAGGIO 2011
(1) Federico Fontanella, altre informazioni su http://www.veneziadoc.net/Storia-di-Venezia/Antonio-Margarini.php
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.



















































































È una descrizione storica di Margarini in parte errata.
Non era un ufficiale della Marina Veneta ma un ex Alfiere (sottotenente) della fanteria d’oltremare congedato, per ragioni ignote, alcuni mesi prima.
Fu certo uno dei principali “insurettori e saccheggiatori” del tumulto del 12 maggio, seguito alla caduta della Repubblica. Egli venne accusato, dal Tribunale di Commissione della Municipalità Provvisoria costituito ad hoc per giudicare gli insorti, di essersi messo a capo di un manipolo di insorti indossando nuovamente la vecchia divisa militare e di aver “garantito” – con la spada sguainata – il gruppo nel saccheggio di un negozio di formaggi a San Stae asportando forme di formaggi. Egli prosegui l’azione fino alla Lista dei Bari entrando in un altro negozio di formaggi e costringendo il negoziante con la forza a comprare le forme precedentemente rubate e incassando così una cifra significativa. Arrestato successivamente subi il processo il 22 giugno 1797, condannato alla fucilazione (caso unico tra più di centinaia di arrestati ed inquisiti) venne fucilato in campo san Francesco della Vigna alle ore 21 del 23 giugno.