Nicolò Tron. Doge LXVIII. Anni 1471-1473

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Nicolò Tron. Doge LXVIII. Anni 1471-1473

Al dì 23 novembre 1471 veniva eletto doge, in luogo del Moro defunto, Nicolò Trono, che contava settantaquattro anni di età, brutto della persona e impigliato nel parlare, ma di grande e generoso animo. Venne festeggiato con fasto il suo innalzamento, massime per lo ingresso solenne in Palazzo della dogaressa sua moglie. Dea Morosini.

Il breve ducato del Trono non offre alla storia cosa degna di nota, tranne la nuova lega promossa da papa Sisto IV contro il Turco, conchiusa il dì 15 giugno 1472; l’altra lega procurata dalla Repubblica con Ussun Cassali re di Persia, al cui fine fu colà spedito Catarino Zeno, ricordata anche nella inserizione del ritratto del Trono, e da ultimo, la morte, seguita il dì 7 luglio dell’anno seguente, di Jacopo Lusignano re di Cipro, lasciando incinta Caterina Cornalo sua sposa; per lo che fa catastrofe di quel regno era prossima a risolversi, sendo che la politica del Senato, che aveva da lungo tempo statuito di aggiugerlo ai suoi domini, dava mano a maturarne il destino.

Ma ventun giorno dopo il trapasso di Jacopo, vale a dire, il 28 del mese stesso di luglio, seguiva pur quello del nostro doge, il quale veniva laudato, con orazione funebre, da Gianfrancesco Pasqualigo dottore, e sepolto nella chiesa di Santa Maria dei Frari, ove il di lui figlio Filippo eriger facevagli cospicuo monumento.

Sotto di lui si coniava, per la prima volta, la lira effettiva di argento da soldi venti, detta lira Tron, e fu introdotto altresì l’uso di conteggiare per ducati da lire 6.4; valore, a quel tempo, dello zecchino. Le monete del Trono hanno la particolarità di portare la sua imagine, cosa di cui non si trova esempio se non in una rarissima di rame del suo predecessore Cristoforo Moro.

Al suo tempo ancora, cioé nel 1472, s’incomiuciò a fondare quella parte dell’arsenale detta novissima, capace di cento galee; si eresse il monastero di Tutti i Santi, a cui fu annessa poco poi la chiesa, sì 1’uno che 1’altra però costrutti di tavole.

Il ritratto del nostro doge tiene nella sinistra mano un breve su cui é scritto :

HIC THRONVS AETHEREIS DVX EST DEMISSVS AB ASTRIS,
VT PERSAM VENETIS VINCERET FOEDERE SANCTO. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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