Ponte del Foscarini, tra il Rio dei Carmini e il Rio de Santa Margarita

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Ponte del Foscarini, tra il Rio dei Carmini e il Rio de Santa Margarita - Dorsoduro

Ponte del Foscarini, tra il Rio dei Carmini e il Rio de Santa Margarita. Fondamenta Foscarini – Campo dei Carmini

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in mattoni. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, tre stemmi in pietra di Provveditori di Comun, sull’altro fianco resti di un leone marciano scalpellato.

FOSCARINI (Ponte, Fondamenta) ai Carmini. Abbiamo dai cronisti che la famiglia Foscarini, venuta a Venezia da Altino, oppure da Padova nell’867, si chiamava anticamente Cobeschini, ma cangiò di cognome nel 1297, epoca in cui rimase del Consiglio. Da un poggiolo del palazzo, che questa famiglia possedeva ai Carmini, Enrico III, re di Francia e di Polonia, ammirò nel 1574 la così detta guerra dei bastoni, combattuta sul prossimo ponte.

Marsilio della Croce nella sua Istoria della pubblica et famosa entrata in Vinegia del serenissimo Enrico III re di Francia et Polonia ec. In Vinegia 1574, racconta che, dovendosi fare tal guerra, vi si volle ritrovare presente la Maestà sua, siccome aveva desiderato più volte, per godere ancora quest’altro trattenimento e sollazzo; e si ridusse sul tardo con li principi e signori in casa del clarissimo Jacomo Foscarini, ambasciatore per mezzo il ponte. Fu fatto subito bando, pena la galea, che tutti quei che montassero sul ponte tagliassero prima le punte a loro bastoni, e pena la vita a chi tirasse sassi, mettesse mano all’armi, e causasse alcuno tumulto, od altro inconveniente, come altre volle è accaduto, e li capitani, per ordine dei loro signori, vennero armati in guardia per vietare ai scandali. Sua Maestà fattasi vedere alle finestre, le quali erano apparate di panni d’oro con suoi guanciali del medesimo, comparsero in campo dall’una parte e l’altra da circa duecento combattenti; e quivi montati sopra il detto ponte a due a due, ora una parte ora l’altra, a fare la mostra, poi a solo per solo, cominciarono a tirarsi alquanti colpi sino a tanto che si attaccò di poi tutta la frotta, che durò più di mezz’ora, scacciandosi ora gli uni et ora gli altri giù del ponte, e talora rimettendosi, abbassando gli adversari che gli oceano cacciati, dandosi più volte la carica in diverse frotte l’una parte e l’altra, e rimanendo anche talora patroni del ponte; talché la Maestà sua vide benissimo questa pugna, e la godé con suo grandissimo gusto e trastullo, la quale riuscì benissimo per le belle frotte che più volte vi si fecero; e per la gran moltitudine dei combattenti nel cacciarsi cadevano molti per terra, et altri precipitosamente in vari modi nell’acqua da ambe le parti … et in segno di gratitudine che si fossero diportati bene, furono premiati tutti, dandosi ad ambedue le parti cento cinquanta ducati per una, e venticinque di rinfrescamento, li quali denari spesero gli uni e gli altri in fare feste di balli, caccie di tori, fuochi artificiali et altri simili trattenimenti, cadauna parte nel suo sestiero.

Il citato Giacomo Foscarini, che ospitò nel 1574 il re Enrico III, fu prode generale di mare, e morto nel 1602, ebbe splendido monumento in chiesa dei Carmini. I Foscarini riedificarono il loro palazzo nel secolo XVII. Desta compassione il fatto di un Antonio, uscito da questa famiglia, il quale, frequentando di notte tempo la casa della contessa inglese Anna d’Arundel, ed accusato d’aver colà secreti colloquii con gli esteri diplomatici, venne strozzato in prigione nel 1622, ma poscia si scoprì la di lui innocenza, del che la Repubblica volle dare solenne testimonianza con iscrizione posta nella chiesa di Sant’Eustachio. Samuele Romanin, nella sua Storia documentata di Venezia ebbe il merito di avere il primo sceverato dalle favole, e posta in piena luce questa tragedia. Antonio Foscarini non era però della linea dei Carmini, ed abitava, come altrove abbiamo detto, a Sant’ Agnese. Nel palazzo dei Carmini nacque bensì, ed abitò nel secolo seguente Marco Foscarini, eruditissimo bibliotecario della Marciana, innalzato nel 1762 alla ducale dignità. Quantunque non si posseda che la prima parte della sua Storia della Letteratura Veneziana, essa sola è bastante a far conoscere la vastità del suo talento e delle suo cognizioni. Nel palazzo dei Carmini egli raccolse un ricco tesoro di cronache patrie, passato poi alla biblioteca imperiale di Vienna, del quale il defunto Tommaso Gar, già direttore del nostro Archivio Generale, pubblicò un catalogo ragionato nell’Archivio storico Italiano. Elisabetta Corner, vedova del procuratore Pietro Foscarini, diede nel palazzo medesimo, splendidamente illuminato, una festa di ballo con musica e canti alla serenissima famiglia di Modena il 3 agosto 1749.

Il Ponte Foscarini ai Carmini si chiamava anche dei Guori. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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