La veduta di Venezia, del 1620 ca., dell’architetto, cartografo, topografo e matematico Giovanni Battista Aleotti detto l’Argenta

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La veduta di Venezia, del 1620 ca., dell’architetto, cartografo, topografo e matematico Giovanni Battista Aleotti detto l’Argenta

Nato ad Argenta nel 1546 da Vincenzo ed Elisabetta, fu il principale architetto attivo a Ferrara a cavallo dei secoli XVI e XVII, prima al servizio dell’ultimo duca Alfonso II d’Este, poi (dal 1598) della Camera Apostolica e dello stesso Comune.

In ambito cittadino diresse tra il 1582 e 1585 la costruzione dei grandi baluardi lungo le cortine murarie meridionali, mentre nei primi decenni del ‘600 progettò la tomba di Ludovico Ariosto (1610), la facciata e la torre di Palazzo Paradiso (1610), le chiese di Santa Barbara e di San Carlo (1610-11) e Porta Paola (1612): in qualità di ingegnere militare, nel 1618 portò a compimento la costruzione della Fortezza pontificia avviata nel 1608 con la direzione progettuale di Mario Farnese e di Pompeo Targone.

L’Argenta ebbe inoltre una parte di rilievo nell’opera di bonifica e di regimazione dei corsi d’acqua in diversi territori (dal Parmense al Ravennate, dal Ferrarese al Polesano). Soggiornò a Roma e Firenze, lavorando al contempo alle costruzioni palaziali di Gualtieri (feudo dei nobili Bentivoglio) e di Scandiano (con il colossale ampliamento della rocca per conto del marchese Giulio Thiene).

Si sposò due volte, la prima con una tale Giulia e la seconda con Angiola Moschini dalla quale ebbe un maschio (premorto) e cinque femmine, tra cui due furono monache nel monastero di San Vito di Ferrara: suor Raffaella, celebre organista che diede alle stampe alcuni suoi mottetti e madrigali, e suor Vittoria, eccellente clavicembalista e compositrice di madrigali a quattro voci. Morì a Ferrara il 12 dicembre 1636: sepolto nella chiesa di Sant’Andrea, le sue spoglie furono traslate nel 1878 nel Santuario della Celletta di Argenta, edificio da lui completato anche se progettato nel 1610 da Marco Niccolò Balestri. (1)

Ad Aleotti è attribuita la Veduta di Venezia, realizzata intorno al 1620 e conservata nel salone a pianoterra dell’Hotel Danieli a Venezia. Ne esiste anche una copia presso il Museo Correr di Venezia (in deposito dal museo del Castello del Buonconsiglio di Trento). L’attribuzione ad Aleotti è stata realizzata sulla base del cartiglio presente nel dipinto del Danieli dove si legge abbreviato il nome dell’autore. (2)

(1) Giovanni Battista Aleotti, detto l’Argenta (1546-1636) – MuseoFerrara

(2) Giovan Battista Aleotti – Wikipedia

 

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