La veduta di Venezia, del 1470 ca., inserita in una copia della Geografia dell’astrologo, astronomo e geografo Claudio Tolomeo
Claudio Tolomeo in latino Claudius Ptolemaeus fu un astrologo, astronomo e geografo egizio con cittadinanza romana, di lingua e cultura ellenistica.
La Geografia, una delle opere principali di Tolomeo, contiene un’esposizione delle basi teoriche della geografia matematica e le coordinate di 8000 diverse località. Le fonti principali dell’opera furono il lavoro del geografo Marino di Tiro e i resoconti di viaggi attraverso l’impero romano, la Persia e altrove. Nella tarda antichità l’opera di Tolomeo era ben nota sia nel mondo greco che in quello latino, successivamente se ne persero le tracce.
Intorno al 1300 l’opera viene ritrovata dallo studioso bizantino Massimo Planude, che ne ricostruì le mappe perdute sulla base del testo scritto. Nella Biblioteca Apostolica Vaticana si conservano due trascrizioni manoscritte, su pergamena, della Geografia di Tolomeo, nella versione dal greco in latino, fatta nel 1409 dal fiorentino Jacopo di Angelo di Scarperia. I codici sono datati rispettivamente 1469 e 1471-1472 e sono stati miniati dal cartografo fiorentino Pietro del Massaio. (1)
La veduta sorprendente di Venezia, qui riportata, presenta due particolarità che dovevano ben essere note al miniatore; un mulino azionato dalle correnti marine vicino all’Isola di Murano, e un forca degli “squartai“, una delle quattro che stavano agli ingressi di Venezia (San Giuliano, Fusina, verso il porto di San Nicolò, e verso Chioggia). (2)
(1) Geografia (Tolomeo) – Wikipedia
(2) ConoscereVenezia
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