La mappa di Venezia, del 1557, del “proto a le acque” Cristoforo Sabbadino

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Mappa di Venezia del 1557 di Cristoforo Sabbadino. Con il progetto per la costruzione di una fondamenta tutt'intorno alla città (foto dalla rete)

La mappa di Venezia, del 1557, del “proto a le acque” Cristoforo Sabbadino

Cristoforo Sabbadino nasce a Venezia nel 1487, figlio del chioggiotto Paolo, detto il “Moretto“. Probabilmente dopo la morte del genitore, Cristoforo si trasferisce a Chioggia dove, dal 1513, inizia la carriera di funzionario pubblico, ricoprendo di volta in volta il ruolo di scrivano, coadiutore della cancelleria, scrivano alla procuratia della chiesa di Santa Maria. Esercita anche nel campo notarile, prevalentemente nell’ambito testamentario. Il 15 dicembre 1542 è eletto “inzegner ordinario” all’ufficio dei Savi alle acque di Venezia, rimanendovi come proto fino al 1560, anno della morte.

Cristoforo è conosciuto per l’accurata e precisa produzione cartografica, fra cui si ricorda il disegno di Venezia del 1557, la mappa di Chioggia sempre del 1557, la rappresentazione dell’intera laguna veneta dall’Adige alla Piave Vecchia con l’estensione della terraferma e il progetto di deviazione dei fiumi della laguna del 1556.

Personaggio eclettico, versato in più discipline, è ricordato per la forte presa di posizione di stenuo difensore della laguna e con essa quindi di Venezia. Entra in una vivacissima polemica con Alvise Cornaro, rappresentante degli interessi della terraferma, rispetto al quale sostiene tesi diametralmente opposte. E’ in prima linea nella progetazione ed esecuzione degli interventi di deviazione dei fiumi della laguna, ma si occupa anche di bonifica, in particolare dell’area conosciuta come Il Foresto.

Cristoforo Sabbadino racchiude nella sua persona i diversi ruoli di funzionario pubblico, uomo di stato, “inzegner e proto” nell’accezione classica del termine, ossia il primo nelle arti. E’ un tecnico che dichiara apertamente che la laguna è sottoposta all’attacco di tre tipologie di mali: il mare, i fiumi e gli uomini e fra questi ultimi in particolare “li signori, li inzegneri e li particolari“. Senza antitesi e senza compromessi, il proto propone dunque alla Repubblica di Venezia le sue soluzioni per la conservazione della laguna, arrivando a godere di una grande reputazione e di un seguito senza precedenti, anche negli anni successivi alla sua morte. (1)

(1) Comitato Regionale per le celebrazioni del 450 anniversario della morte di Cristoforo Sabbadino. 2010

FOTO: dalla rete. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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