Il portale gotico d’ingresso alla corte della Ca’ D’Oro, nel Sestiere di Cannaregio
Portale gotico sul muro di cinta della corte della Ca’ D’Oro, in Calle de la Ca D’Oro. La lunetta del portale è sormontata da fogliami, da un ricco giglio terminale, ed è ornata in entrambi i lati da uno stemma, sorretto da un angelo, della famiglia Contarini. (1)
Il palazzo, la cui fabbrica risale a prima del 1310, venne restaurato tra l’anno 1424 e l’anno 1440. Il portale è opera di Matteo Reverti milanese il quale nel 1425 s’impegnò con Marino Contarini di fornire “i champanieli, el straforo con l’agnolo e l’arma, el foiame va susio per la gropa del archo“.
Dai Contarini passò, nel 1484, in proprietà di Pietro Marcello, il quale, scrive un cronista, era detto della Cà d’Oro perchè il palazzo era dorato al di fuori, nel Ottocento, verso il 1847, lo acquistò la ballerina Maria Sophia Taglioni, e ne ordinò un restauro. Allora la porta, che conduceva dalla strada al cortile, fu rimossa e rimase il solo contorno rettangolare. I campanilucci, il fiore, i fogliami e i rivestimenti in marmo, che formavano parte del timpano, andarono dispersi.
Nel 1894 l’edificio fu acquistato dal barone Giorgio Franchetti, che volle intraprendere un attento restauro del palazzo, tentando di riportarlo il più possibile vicino alla morfologia quattrocentesca. La porta della strada venne ricostruita, adoperando le parti di essa rinvenute nel cortile e aggiungendovene di nuove. (2)
(1) ConoscereVenezia
(2) Pompeo Molmenti. Venezia. Nuovi studi di storia e d’arte. Firenze Barbera Editore 1897
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

















































































