Famiglia Venier

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Stemmi della famiglia Venier. Famiglie Venete con le loro armi. Biblioteca Estense universitaria

Famiglia Venier

Vogliono i genealogisti discesa la famiglia Venier o Veniero dalla gente romana Aurelia, e annoverano tra i suoi ascendenti Valeriano e Gallieno, imperatori; affermando che, passata da Roma a Bisanzio, con Costantino, e quindi ritornata in Italia, ebbe dominio della città di Pavia, e ciò per concessione del prefato imperatore Valeriano suo consanguineo. Pervennero poi i Veniero a Vicenza, all’epoca dell’irruzione di Attila, o, come dice lo Zabarella, allorquando vennero cacciati da Pavia dai Longobardi, e da Vicenza poi si tradussero nelle venete isole; variando però alcuni dei detti genealogisti in varie particolarità di poco rilievo. Quivi giunti, per la nobiltà dell’origine, e per le dimostrate virtù, conseguirono il tribunato, e quindi molti uomini illustri uscirono da loro. Ebbe, questa famiglia, dominio, per alcun tempo, sopra Cerigo e Paros, isole dell’Arcipelago, e sopra il castello di Zemonico, nella Dalmazia, e possedette il castello di Sanguinetto, nel Veronese. Si diramò poi, con le colonie, in Candia, ove fu assai potente, nonché in Corfù, e perfino nel regno di Napoli, giusta quanto affermano il Mormora e l’Adimari, quello nella Istoria di Corfù, e questi nelle sue Famiglie nobili. Fondò in Venezia le chiese di San Giovanni Decollato, di San Lodovico (Alvise), del San Sepolcro, e riedificò quella di San Moisé. (1)

Produssero quindi i Venier vari prelati insigni, tre dogi, diciotto procuratori di San Marco, e gran numero di capitani generali, e di uomini celebri nelle lettere, e nelle magistrature. Il primo dei dogi, cioè Antonio Venier, eletto nel 1382, si fece ammirare per la sua esemplarissima giustizia. Aveva egli un unico figlio, di nome Luigi, che, come corse fama, amoreggiava una gentildonna, ammogliata al patrizio Giovanni dalle Boccole. Insorta fra gli amanti questione, Luigi in compagnia di Marco I.oredano, giovane al pari di lui sconsigliato, si recò di notte alla casa della dama, posta a Santa Ternita, e vi attaccò alla porta due teste da caprone, aggiungendovi ingiuriose parole. Sdegnato il marito, lo querelò la mattina susseguente ai tribunali, i quali condannarono i rei, oltreché a 100 ducati di multa, a due mesi di prigionia. Il doge confermò la sentenza, e benché Luigi cadesse in seguito gravemente ammalato, non fece un sol passo per liberarlo, sicché l’infelice dovette morire in prigione. Altro genere di gloria si meritò Sebastiano Venier, pur egli doge di Venezia nel 1577, per essere stato nel 1571 condottiero della flotta cristiana contro il Turco nella famosa giornata delle Curzolari, ove rimase ferito di freccia in un ginocchio, ed ove ebbe a compagno del suo valore il nipote Lorenzo, che in seguito, fatto generalissimo di mare, affrontò ed arditamente respinse l’armata Spagnola comandata dal duca d’Ossuna, viceré di Napoli, la quale tentava di inoltrarsi nell’Adriatico per assistere gli Austriaci fautori degli Uscocchi. Tale azione fece si che Lorenzo il 30 maggio 1618 venisse eletto procuratore di San Marco. Nè gli allori poetici mancarono a questa famiglia; potendo essa vantare nel solo secolo XVI cinque poeti, cioè i due fratelli Lorenzo e Domenico, Luigi e Maffeo, arcivescovo di Corfù, figliuoli di Lorenzo, nonché Marco, uno tra gli amici di Veronica Franco. (2)

Nove arme diverse, della casa in parola, offre il Coronelli nel suo Blasone; in una sola ne usò più tardi; ed è uno scudo fasciato d’argento e vermiglio in sei pezzi.  Alcuni però della famiglia aggiunsero, per distinzione, un leone di San Marco nel capo dello scudo. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872

I dogi della famiglia:

Antonio Veniero. Doge LXII. Anni 1382-1400
Francesco Veniero. Doge LXXXI. Anni 1554-1556
Sebastiano Veniero. Doge LXXXVI. — Anni 1577-1578

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Calle del Calice, 5216 (San Marco) – Fondamenta Lizza Fusina, 1845 (Dorsoduro) – Calle Lunga San Lorenzo, 5126 (Castello) – Calle de la Racheta, 3790 (Cannaregio).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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