Le chiavi di volta del Palazzo Labia a San Geremia, nel Sestiere di Cannaregio

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Palazzo Labia a San Geremia. Sestiere di Cannaregio

Le chiavi di volta del Palazzo Labia a San Geremia, nel Sestiere di Cannaregio

Ha due prospetti, l’uno sul Rio de Cannaregio, l’altro nel Campo di San Geremia. Il primo è della scuola del Longhena; potrebbe credersi di Andrea Cominelli, ed è diviso in tre ordini, ionico, dorico e corintio; l’altro può aversi per opera del Tremignon, che operava verso la fine del secolo XVII, prospetto di bell’ordine di semplice architettura, reso splendido per la ringhiera che lo corona sul tetto alla maniera del Sansovino.

La vastità della mole, che tra il primo innalzamento e i vari ristauri costò 1.171.300 ducati, si compendia a prima giunta nell’atrio, che ha due porte d’ingresso, una di fronte all’altra, e mette ad ampio cortile, sorretto da otto ansate colonne, con piedistalli e basi di pietra istriana. Il cortile stesso ha porte all’intorno cinte di pilastri canalati, con grandi cornici e frontoni alla scamozziana, come di eguale carattere è l’arco conducente alla scala, con due colonne scanalate, con pilastri d’ordine ionico.

Si vedono presentemente, dei molti non più ivi esistenti, alcuni dipinti, quali di G. B. Tiepolo, del Cignaroli, di G. B. Zugno e di Tiberio Tinelli. (1)

Sulla facciata del palazzo Labia, prospiciente il Campo San Geremia, sono infisse ventitré chiavi di volta; una chiave di volta sull’arco del portale d’ingresso con una testa di  vecchio chiomato e barbuto; undici chiavi di volta sopra gli archi delle finestre del primo piano nobile con  teste di donne  e  di un uomo baffuto; undici chiavi di volta sopra le finestre del secondo piano nobile con teste di donne con i capelli raccolti, la testa  di un vecchio barbuto e quelle di giovani guerrieri.

Sulla facciata del palazzo Labia, prospiciente il Canale di Cannaregio e il piccolo campo con l’ingresso secondario della Chiesa di San Geremia, sono infisse ventinove chiavi di volta: due chiavi di volta sugli archi dei portali d’ingresso con le teste di vecchi capelluti e barbuti; tredici chiavi di volta sugli archi delle finestre del primo piano nobile, con teste di uomini e donne, in particolare: la testa di un baccante (Bacco), un giovane coronato d’alloro (Apollo), un giovane con un cappello alato (Mercurio), una giovane con una corona turrita (Cibile), un soldato (Marte), e un uomo urlante; quattordici chiavi di volta sugli archi delle finestre del secondo piano nobile con teste di giovani con i capelli riccioluti.

(1) Venezia e le sue lagune. Volume II. Stabilimento Antonelli 1847

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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