Le patere della Casa Gatti Cavazza, a San Marcuola, nel Sestiere di Cannaregio

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Casa Gatti Cavazza, a San Marcuola. Setiere di Cannaregio

Le patere della Casa Gatti Cavazza, a San Marcuola, nel Sestiere di Cannaregio

La Casa Gatti Cavazza di primitivo impianto gotico (già Palazzo Zorzi), ha subito nel corso dell’Ottocento e del Novecento diversi rimaneggiamenti, come la sopraelevazione di un piano con terrazza. La casa, conosciuta anche per “casetta rossa” dal colore del suo intonaco, prospetta con il lato Ovest il Campo di San Marcuola e con il lato Sud il Canal Grande.

La casa deve il suo nome all’ingegnere, architetto, arredatore d’interni, nonché collezionista d’arte Giuseppe Gatti Cavazza che l’acquistò nel corso del 1920 e l’adattò a contenitore della sua collezione, un ambiente che ricalcasse a pieno il vivere settecentesco veneziano. In questa casa la sua  collezione d’arte prendeva corpo, e rimaneva praticamente intatta fino ai primi anni sessanta.

Dopo la sua morte una parte della collezione venne donata al Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico, il resto, a causa dei passaggi di successione tra gli eredi, andò disperso. Il museo, nel 1968, provvide all’allestimento di una saletta dedicata a questa collezione all’ultimo piano del Palazzo Rezzonico.

Le otto patere con simboli zoomorfici, visibili sulle facciate di Casa Gatti Cavazza prospicenti il Campo di San Marcuole e il Canal Grande,  si possono così descrivere nelle loro figurazioni: una patera con un cervide; una patera con due uccelli addorsati le teste affrontate con i becchi congiunti (simbolo della concordia); una patera molto corrosa con due canidi; una patera con un’aquila con le ali dispiegate; una patera molto corrosa con il bordo dentellato con due canidi addorsati le teste affrontate; una patera con il bordo dentellato con un felide (leone) che azzanna un uccello; una patera con il bordo dentellato con un uccello che becca nel capo un leporide (simbolo della forza divina che domina e vince la lussuria); una patera molto corrosa con due grifoni affrontati. (1)

(1) sul significato dei simboli cfr.: Giuseppe Marzemin. Le antiche patere civili di Venezia. Ferdinando Ongania editore Venezia 1937; Angelica Tonizzo e Maria Rosa Sunseri. Patere a Venezia. Tipo-litografia Pistellato Marghera-Venezia 1999; Espedita Grandesso. I portali medievali di Venezia. Edizioni Helvetia 1988.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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