Il teatro in Villa Contarini (1670) a Piazzola sul Brenta

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Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta

Il teatro in Villa Contarini (1670) a Piazzola sul Brenta

Nella sua splendida villa a Piazzola sul Brenta, paesetto poco lungi da Padova, il procuratore Marco Contarini aveva fatto costruire nel 1670 uno splendido teatro, e tutta Venezia patrizia ne parlava come di cosa magnifica e mirabile.

Dal palazzo conduceva al teatro un lungo corridoio adorno di colonne, di statue. di piante; le scale che mettevano nella sala erano di marmo con decorazioni d’oro, i palchetti dipinti dai più celebri artisti splendevano nell’interno di cristalli e di specchi, la platea era lastricata di marmo con grate qua e là sotto alle quali scorreva l’acqua per dar freschezza alla sala, e dappertutto velluti, tappeti e sete damascate. La sala poteva contenere quasi mille persone, la scena era vastissima e si diceva che il Contarini avesse speso in quel magnifico tempio dell’arte la bellezza di seicentomila ducati, circa quattro milioni di franchi.

Il 20 agosto 1670 si inaugurò il teatro con la rappresentazione delle “Amazzoni alle isole fortunate“, poesia del dottor Piccioli e musica del veneto Carlo Pallavicini. In quel giorno rimasero chiusi quasi tutti gli uffici della Repubblica, e lungo le rive del Brenta era un succedersi di carrozze e di cavalli che portavano gli invitati a villa Contarini.

La rappresentazione fu meravigliosa: la ricchezza dei vestiti e delle decorazioni aveva del favoloso e basta dire che ad un certo punto attraversarono la scena cinque carrozze ciascuna tirata da quattro cavalli; la prima coperta al paro dei cavalli, di quel prezioso merletto chiamato “punto in aria“, la seconda coperta di fiori di seta, un’altra di piume di struzzo, la quarta di cristalli e di specchi, la quinta di stucchi dorati; magnificenza insomma da leggenda orientale. E mentre la scena sfolgorava di luce e di colori e per la sala si effondevano i canti e la musica, numerosi servitori dispensavano in vassoi d’argento acque, liquori e dolci.

Così Marco Contarini sperperava le sue grandi ricchezze, mentre Francesco Morosini combatteva a Candia contro i Turchi, in quella terribile guerra che in un solo anno, il 1668, costava alla Repubblica quasi cinque milioni di ducati d’oro. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 4 dicembre 1924.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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