Un furto ai Camerlenghi, Battista d’Orazio il ladro, arrestato e impiccato

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Palazzo dei Camerlenghi - Rialto

Un furto ai Camerlenghi, Battista d’Orazio il ladro, arrestato e impiccato

Ai piedi del Ponte di Rialto, dietro la chiesa di San Giacometto, sorge il superbo palazzo dei Camerlenghi, compiuto nel 1525 nello stile del risorgimento, tutto incrostato di pietra d’Istria, e che si attribuisce all’architetto Guglielmo Bergamascho. A pianterreno del palazzo c’erano le prigioni per i debiti e per i lievi reati, nei piani superiori avevano sede i Consoli dei Mercanti, i Sopraconsoli ed i Camerlenghi di Comune, cioè i tre patrizi preposti alla custodia del tesoro, e dei quali il palazzo assume il nome.

Il 25 luglio 1560 Rialto stava in gran festa, era il giorno di San Giacomo e nella piazzatta davanti alla chiesa omonima la gente si accalcava intorno alla sagra.

Approfittando della confusione un tale Battista d’Orazio di Lanciano negli Abruzzi si cacciò non visto nel palazzo dei Camerlenghi e, aspettata la notte, con chiave false entrò nell’ufficio dei Consoli e da uno scrigno rubò ottomila ducati e quattromila “gazzette“, piccola moneta veneziana di circa due soldi.

Il colpo era riuscito, ma non riuscì il trasporto del sacco contenente il furto poiché il d’Orazio, incontrata a San Polo la pattuglia dei Signori di Notte, fu fermato, questi dopo aver visto cosa c’era nel sacco lo condussero dritto in prigione.

Processato, il 10 agosto, gli fu tagliata la mano destra dinanzi al palazzo dei Camerlenghi e poi nel piazzetta di San Giacometto venne impiccato, “et fo questa la sola volta che è sta levà a Rialto la forca, perché li mercanti“, dice la cronaca del Contarini, “mandarono una istanza alla Signoria per non haverla più“, e la Signoria concesse.

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 27 gennaio 1925.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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