Parrocchia di San Stefano

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Chiesa di San Stefano - San Marco

Parrocchia di San Stefano

Posizione Verso il centro della Città: confina al Sud, all’Ovest, e al Nord con il Canal Grande, il quale descrive un arco che bagna tre lati di questo parrocchiale ricinto.

Fondazione Conviene distinguere la Parrocchia attuale dalla primitiva, di già istituita nella chiesa a San Michele Arcangelo intitolata, e che, sotto il cessato Governo italiano, fu trasferita nella chiesa di Santo Stefano.

Chiese

Chiesa di Sant’Angelo Sulla Piazza, o Campo Sant’Angelo, lungo la sponda del Canale che lo costeggia, alzavasi un Tempio. Eretto nel 920 dalle Famiglie Morosini, Gamba, e Lupanica, fu dedicato a San Mauro: ristaurato poi, e ingrandito, prese nel 1069 il titolo di San Michele Arcangelo, volgarmente detto Sant’Angelo. Conservò questa intitolazione anche dopo le rifabbriche del 1431 e del 1631, e sino alla sua secolarizzazione nel 1810 avvenuta. Nel 1837 fu demolito, e l’area ove sorgeva, forma ora parte del mentovato Campo Sant’Angelo. Una lapide innestata nel pavimento serba memoria del sito da questo sacro edificio occupato.

Chiesa di Santo Stefano. Una religiosa famiglia di Eremitani di Sant’Agostino, stabilita nel Cenobio di Sant’Anna presso l’isola di Castello, ceduto avendo ad alcune Monache Benedettine quella remota stanza, venne accasarsi nel Circondario Parrocchiale di San Michele Arcangelo di cui si è detto. Qui appunto quei Padri fondarono il Convento, e la Chiesa a San stefano intitolata, la cui prima pietra si benedisse dal Vescovo di Castello Bortolammeo II Querini, nel giorno 7 giugno 1294. Tal fu l’origine di questo sacro edificio, dappoi magnificamente innalzato nelle forme architettoniche del Medio Evo, e a compimento condotto nel 1325. Il Chiostro adiacente venne ricostruito, ed ampliato nel 1532 sopra modello di Fra Gabriele da Venezia. Cospicuissimi personaggi diedero lustro alla religiosa famiglia. Nel 1519 si raccolse in questo Convento il Concilio di tutto l’Ordine con intervento di 1100 Confratelli, i quali, sotto la Presidenza del Cardinale Egidio, crearono Priore Generale degli Agostiniani il Padre Gabriele Avolta, veneziaoo. Con il processo del tempo, ebbe la Chiesa molti ristauri e ricche decorazioni. Magnifica è la maggior Cappella; preziosi marmi, finissime sculture, eleganti tarsie, bronzi, e scelte pitture la rendono molto pregevole. Vi si ammirano Mausolei, e Monumenti innalzati ad uomini di chiaro ingegno. Si distinguono quelli eretti al celebre medico Suriani, all’Alviano, che tanto ha figurato nella famosa guerra contro la Lega di Cambrai, a Domenico e Antonio Contarini, ornatissima Tomba racchiude la salma del Doge Francesco Morosini, il conquistatore di Atene e della Morea, Peloponnesiaco perciò intitolato. Presso la minor Porta vedesi addossata alla parete del Chiostro, ivi conterminante, un’urna marmorea in cui riposano le ceneri dell’intrepido Doge Andrea Contarini, il quale, ottuagenario, conquise le forze dei Genovesi venuti nel 1579 a minacciare la capitale, riprese Chioggia, e disperse l’oste nemica.

Parrocchia

In origine, la cura delle anime di questo Circondario fu istituita nella summentovata Chiesa di San Michele Arcangelo; ciò sembra rimontare ai primi anni della erezione del Tempio, conservato essendosi un documento dell’anno 1069 firmato da Tino Chierico, Notaio, e Pievano di San Michele Arcangelo. Del trasferimento di questa Parrocchia in San Stefano, all’epoca del cessato Governo italiano, si è detto di sopra: rimane quindi soltanto a conoscere la sua presente estensione. Per la riforma del 18l0, si aggiunsero a questa i Circondari delle tre allora soppresse Parrocchie di San Samuele, San Vitale, e San Maurizio. All’epoca stessa ne furon staccate alcune frazioni, che si aggregarono alle due conservate Parrocchie di San Luca, e di Santa Maria del Giglio (Zobenigo). Con questi movimenti si è conformata l’attuale Parrocchia.

Chiese nel circondario di questa parrocchia attualmente ufficiale

San Vitale. Sussidiaria. Eretta dal Doge Vitale Faliero intorno al 1084 rialzata dopo l’ incendio del 1105, si mantenne sino allo spirare del secolo XVII. Divenuta cadente, fu allora rifabbricata, indi abbellita nel 1702 di marmoreo Prospetto d’ordine corintio, per opera di Andrea Tirali, ed a carico della eredità del Doge Carlo Contarini, il cui Busto, come quello della Dogaressa sua moglie, nel Prospetto stesso figurano. Al momento della concentrazione del 1810, fu convertita in sussidiaria di Santo Stefano.

San Samuele. Oratorio Sacramentale. La famiglia Boldù fece costruire questa Chiesa; e sappiamo che nel 1090 Pietro Regini ne era Pievano. Pare che nei primordi s‘intitolasse ai due Santi Matleo e Samuele, indi solamente al secondo. Preda essa pure dell’incendio del 1105, venne rialzata; Scorsi dappoi circa sei secoli, minacciando rovina, fu nel 1689 ricostruita nell’attuale sua forma. Dopo la soppressione della Parrocchia, venne riaperta al culto divino come Oratorio Sacramentale.

San Maurizio. Oratorio Sacramentale. I Candiani, poi chiamati Sanudo, che diedero alla Repubblica molti Dogi, alzarono questa Chiesa sino dai primi secoli di Venezia. Incendiata nel 1105, fu nuovamente costrutta; riedificata nel 1590, sussistette per circa due secoli: finalmente negli ultimi anni dello spirato secolo, venne dai fondamenti rialzata, con disegno del veneto Patrizio Pietro Zaguri. Il suo interno è modellato su quello della chiesa, che ora più non esiste, di San Giminiano. La facciata, semplice ed elegante, vi si aggiunse in questi ultimi tempi sopra disegno dell’architetto Selva e del vivente Cav. Diodo P. V. Domenico Fadiga ebbe il merito della esecuzione: le Statue, e i bassi rilievi si scolpirono dal Professore Zandomeneghi, e da B. Ferrari. Anche questa trovasi convertita in Oratorio Sacramentale.

Annunziata. Oratorio. Sorge presso un angolo del Campo Sant’ Angelo, e contermina colla Canonica del Pievano. Per serbare qualche rimemhranza della demolita Chiesa Parrocchiale, si aggiunse a quest’oratorio anche la intitolazione a San Michele Arcangelo. La famiglia Morosini, che lo innalzò, lo diede nel 1392 alla Confraternita dei Zoppi, ospizio una volta dei poveri invalidi militari di marina, che trovavasi stabilito nei dintorni di San Samuele, ove tuttavia esiste la calle chiamata dei Zotti.

San Rocco e Margarita. Oratorio privato. Questa Chiesa, anticamente dedicata a Santa Susanna, era annessa a un convento di Agostiniane nella calle tuttora chiamata delle Monache. Il Chiostro fu convertito ad uso di abitazioni, e in un suo quarto trovasi istituita una Casa di educazione per povere fanciulle, ai religiosi esercizi delle quali si presta il summentovato Oratorio.

Chiese secolarizzate

Scuole 1.° Rimpetto alla Parrocchiale di Santo Stefano sorgevano due Edifici ufficiati da Confraternite, una chiamata Scuola della Madonna della Cintura, l’altra dei Lanari. 2.° Scuola dei Calzolaj tedeschi. 3.° Scuola dei Muratori. 4.° Scuola dei Legnaiuoli. Erano tre stabilimenti di devozione, nei quali si raccoglievano ad orare i rispettivi Confratelli; tutti e tre situati nel circondario di San Samuele. 5.° Scuola degli Albanesi: così chiamavasi quel piccolo Edificio che sorge presso la chiesa di San Maurizio, sulla cui esterna parete si osservano tuttavia alcune buone sculture del XV secolo. Traeva il nome da una società di Albanesi che lo fece costruire verso la metà del secolo stesso. Tutti i locali di devozione summentovati si convertirono in abitazioni private.

Località meritevoli di particolare menzione.

Palazzi. La linea curva del Canal Grande che ricinge porzione di questa Parrocchia, è coronata pomposamente da marmorei palazzi che si specchiano nelle sue onde: tali sono 1.° Corner: dall’ampiezza dell’Edificio, e dal pingue patrimonio della famiglia cui apparteneva, cbiamasi tuttavia Corner della Cà Grande: opera insigne di J. Sansovino, intorno all’anno 1532. Magnifico è il suo prospetto in tre ordini : Dorico bugnato, Ionico, Composito. Risiede in questo la I. R. Delegazione della Provincia. 2.° Barbaro: Architettura del Medio Evo. 3.° Cavalli : Maestoso Edificio di elegante stile moresco. 4.° : Giustiniani-Lolin: Architetto Baldassare Longhena secolo XVII. 5.° Cà del Duca: Questo fabbricato non altro presenta che il basamento di un grave Edificio, di cui rimase sospesa la continuazione. Diede rinomanza a questa Casa l’essere stata abitata dall’Ambasciatore di Spagna La Queva Marchese di Bedmar, quando, nel 1618, di concerto col Duca d’Ossuna Vice Re di Napoli, tramò congiura contro la Veneto Aristocrazia: cospirazione riuscita priva di effetto per essersi a tempo scoperta e dissipata. 6.° Grassi: Magnifica marmorea mole quadriforme, il Prospetto sul Gran Canale è disposto in tre ordini: Rustico, Jonico e Corintio, Architetto Giorgio Massari, intorno all’anno 1740. 7.° Stabilimento di Bagni: Proprietà del Sig. Degli Antonii : Eretto da pochi anni, racchiude ampio ricinto quadrilatero, nel quale sono disposte circa 30 piccole stanze con separate vasche da bagno. Vi si trovano acque dolci, salse, e miste, calde, e fredde. Nella stagione estiva viene anche giornalmente provveduto dei fanghi delle Terme di Abano. 8.° Moro-Lin : Architetto Sebastiano Mazsoni, Facciata in 4 ordini: Rustico, Dorico, Ionico e Corintio. 9.° Contarini, Elegante architettura, che si avvicina alla maniera della celebre Scuola della famiglia dei Lombardi, anno 1504. Facciata in tre ordini Corintj, adorna di ricchi marmi, e di fine sculture. Nei fasti della Veneta Signoria, occupano ampio spazio i nomi dei Contarini, otto dei quali salirono al Trono Ducale. 10.° Charmet: Architettura semplice dei primi anni del secolo XVII. 11.° Mocenigo: Tre vasti Palazzi, allineati un presso l’altro, compongono l’ampio Edificio di abitazione di questa illustre Famiglia, la cui Prosapia diede alla Repubblica Sette Dogi, le gesta dei quali mi hanno somministrato argomento per comporre un volume. Tale Edificio racchiude moltissimi appartamenti di ogni maniera, ed anche un interno leggiadro Giardino. 12.° Garzoni: Architettura del Medio Evo. 13.° Corner-Spinelli: Maestoso Palazzo, dello stile dei Lombardi, eretto alla fine del secolo XV. Michele Sammicheli ordinò alcune interne sue parti. 14.° Sandi ora Porto: Sorge questo Palazzo a tergo del n. 43, con maestoso Prospetto che guarda il Piazzale chiamato Corte dell’Albero. Architetto Domenico Rossi, anno 4721. Figurano nell’interno alcune buone pitture a fresco di G. B. Tiepolo. L’attuale Proprietario, Conte Porto, vi fece molti ristauri, ed abbellimenti; e demolite alcune umili case che sorgeano di fronte, convertì quell’area in elegante Giardino.

Campo San Stefano. In questo spazioso Campo, o Piazza, s’innalzano i Palazzi seguenti. 1.° Loredano : Si reputa modellato da J. Sansovino. Facciata in due ordini Dorico, Corintio. 2.° Pisani : Grandioso Edificio con più Cortili, e Scale magnifiche: Pensano alcuni che Sansovino ne apparecchiasse il progetto; però fu costrutto nel secolo XVII, di cui mostra il carattere, particolarmente nelle decorazioni. 3.°: Morosini-Gatterbourg: Appartiene alla Famiglia del Doge Francesco Morosini il Pnnoroaansuco, così dal Governo per famose gesta cognominato, come si è detto parlando della sua Tomba. È osservabile la Sala d’armi decorata dei trofei riportati da questo prode Guerriero, fra i quali sorge la di lui Statua in bronzo; quella appunto che, mentre ancora viveva, la Repubblica inaugurò nell’Aula del Consiglio dei Dieci. Guiderdonare sino a questa misura chi serviva utilmente lo Stato, rende ragione della lunga e solida consistenza di quel Governo. Benché il disegno della presente opera non si estenda a siffatte considerazioni, nondimeno, conducendo il discorso a questo Eroe Veneziano, non sembra fuor di proposito l’accennare un avvenimento che torna ad onore di Lui, come dei Veneti Magistrati. Morosini, Capitano Generale della flotta, difendeva coraggiosamente la Città di Candia, che da 25 anni resisteva al più feroce assedio delle forze ottomane; venuto agli estremi, segnò la capitolazione 6 settembre 1669, con cui cedette la Piazza, e fermò pace con il nemico. Grave era la perdita della fortezza, e gravissimo l’arbitrio del Generale. Lo stuolo degli invidiosi della sua gloria scagliò virulenti accuse contro la sua condotta. Chiamato a difendersi, e udite le giustificazioni, tanto si valutarono, onde assolverlo, conferirgli ogni onorificenze, e innalzarlo pochi anni appresso al Trono Ducale.

Campo San Maurizio. Qui a mano destra, sorgono in linea tre cospicui Palazzi, che alla fine del secolo ultimo scorso, appartenevano a tre celebri Oratori del Foro Veneto: Cromer, Cordellina, e Stefani, sommi Giurisperiti i quali con la loro ciceroniana facondia hanno saputo crearsi pinguissimo patrimonio. Il primo di quei Palazzi fu abitazione una volta di quel Giorgio Raffo, il quale, ad una morigerata condotta di vita, accoppiava sfrenatissima fantasia che gli acquistò poetica rinomanza: senonchè l’oscenità dei suoi componimenti richiese che ne fosse interdetta la diffusione. La facciata dell’Edificio si dipinse a fresco da Paolo Veronese: però quelle pitture sono squagliate a segno che appena se ne ravvisa qualche debole traccia. Dopo l’ultimo di quei tre Palazzi, si forma una Calle chiamata del Doge, al principio di cui s’innalza il Palazzo da Ponte, ora Giustinian. Eretto intorno al 1578 dal Doge Niccolò Da Ponte, che vi stabili sua dimora a causa dell’incendio, verso quel tempo avvenuto, di un quarto del Ducale Palazzo. Il suo Prospetto conserva tuttora le Targhe della cospicua famiglia di quel Doge, e vi si scorgono altresi le vestigia di buone pitture a fresco del secolo XVI.

Campo Sant’Angelo. Sorgono intorno a questo Campo alcuni Edifici di quel carattere qui dominante nel secolo XIII, che partecipa dell’arabo e del gotico, fra i quali distinguesi quello ora ad uso di Birreria, e che manifestano essersi abitata questa parte della Città da cospicue famiglie sino dai primi tempi. In mezzo a tali vetuste reliquie, si alza maestoso lungo il lato di esso Campo che guarda il Sud, il Palazzo della nob. famiglia dei Conti Medin, architettura dei primi anni del secolo XVII.

Teatri. Presso la Corte vicina alla già mentovata Cà del Duca, sorge un Teatro, che dal Circondario in cui venne eretto, ebbe nome Teatro San Samuel. Sappiamo che esisteva sino dal 1710, e che poi, incendiato, fu ricostruito nel 1747 per opera di Romualdo e Alessandro Mauri Architetti e Pittori. Negli ultimi anni della Repubblica Veneta, il celebre Viganò diede in questo Teatro il primo suo Ballo Eroica comparso sulle scene, sotto il titolo: La Figlia dell’Aria. Grandi applausi riscosse quello spettacolo affatto nuovo, poiché prima di quel tempo, i balli nei Teatri erano molto meschini.

Teatro a Sant’Angeloi. Dalla Parrocchia di Sant’ Angelo, nel cui circondario venne costrutto, chiamavasi questo Teatro Sant’Angelo, e sorgeva sul Canal Grande presso il Palazzo Corner-Spinelli di cui si è fatta menzione. Da molti anni disfatto, ne rimase il Cassone, ora ad uso di magazzino. (1)

(1) ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)

Parrocchia di San Stefano dall’Iconografia delle trenta Parrocchie – Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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