Parrocchia di San Luca Evangelista

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Chiesa di San Luca Evangelista - San Marco

Parrocchia di San Luca Evangelista

Posizione Sussegnita all’antecedentemente descritta Parrocchia di San Salvatore, e parimenti contermina col Canal Grande alla parte settentrionale.

Chiesa

Fondazione Si ignora l’epoca in cui venne eretta; però una Donazione del 1072 fatta alla Chiesa di Santa Maria di Murano c‘istruisce; che sino da quel tempo esisteva, firmato essendo quel documento da Fiorenzo o Lorenzo Flabonico accolito e Pievano di San Luca. Si reputa innalzata per cura delle famiglie Dandolo e Pizzamano: non si sa quando, ma certamente prima della Donazione summentovata. Divenuta cadente, Fantino Dandolo, poi Vescovo di Padova, la fece riediticare nel 1449, e le assegnò rendite e case onde potesse meglio procedere la sua costruzione. Fu poi fabbricata di nuovo nel secolo appresso, e decorata nel 1581 della magnifica Maggior Cappella. Giacendo la Facciata in grave deperimento, ne crollò una porzione l’anno 1827 ; fu bentosto ristabilita con elegante Prospetto di ordine corintio. L’interno del Tempio richiedeva parimenti radicale restauro, al che zelantemente accorse con religiosa solerzia, e con generosità propria, e di molti benefattori, l’attuale Monsignor Pievano, adoperando ogni sollecitudine per provvedere ai bisogni, e nel tempo stesso ampliare e abbellire le sue decorazioni, assegnando anche adattato collocamento ai monumenti che vi stavano riposti. Conservata nonpertanto 1’anteriore sua forma, prese nuovo nobile aspetto.

Parrocchia

Intorno all’epoca della sua istituzione non abbiamo che il mentovato Documento del 1072, al quale sembra essere stata anteriore: mantenne costantemente i parrocchiali diritti; e alla fine, per la riforma del 1840, ebbe maggiore estensione con l’aggiunta del Circondario della Parrocchia di San Benedetto, e della massima parte di quella di San Paterniano, entrambe allora soppresse. In quel movimento, le si unirono altresi alcune Contrade delle due conservate Parrocchie di Sant’Angelo, e di San Salvatore; come d’altro canto alcune frazioni se ne staccarono, per assegnarle in parte a San Marco, e in parte a San Salvatore.

Chiese nel circondario di questa parrocchia attualmente ufficiale

San Benedetto. Sussidiaria. Eretta dalla famiglia Falier, aveva il carattere di Parrocchia le sin dall’anno 1043, epoca in cui alcuni individui di quel Casate la posero sotto la giurisdizione del Monastero di San Michele Arcangelo in Brondolo. Nel 1229 passò in potestà dell’Abate del Monastero della Colomba (Territorio Piacentino); poi fu assegnata ai Canonici Regolari di Santo Spirito di Venezia. Mal convenendo ai parrocchiani la ufficiatura che i Monaci vi facevano esercitare, fu nel 1437 istituita Parrocchia libera, sotto la dipendenza del Diocesano. Questa Chiesa minacciando rovina, si rinnovò nel 1619 e si consecrò nel 19 marzo 1695. Soppressa la Parrocchia nel 1810, come si è detto, la chiesa fu conservata al culto divino, assegnandola qual sussidiaria a San Luca.

Chiese secolarizzate

San Paterniano Ebbe questa Chiesa umil principio nel IX secolo a cura della famiglia Andrearda. Intorno a quel tempo istituita parrocchiale, fu dotata di beni stabili da Pietro IV Candiano, Doge nel 959. Incendiata nel 976, risorse poco appresso in forma migliore. Negli anni 1105, 1168 e 1437 le fiamme la divorarono nuovamente; però fu sempre rialzata, e si mantenne sino alla recente concentrazione di cui si è parlato. Il rozzo suo Campanile, tuttor sussistente, segna il secolo X in cui venne costruito. Nella così detta Corte del Forno vecchio, vi ha piccola Cappella dedicata alla Beata Vergine Assunta, eretta da alcuni devoti, la quale nè alle Chiese ufficiate, nè alle secolarizzate appartiene; niente altro essendo che un privato Oratorio destinato a recitarvi le preci, nel quale però non si celebra la Santa Messa.

Località meritevoli di particolare menzione.

Palazzi. Sulla sponda del tronco del Canal Grande che lambisce il fianco settentrionale di questa Parrocchia, maestosamente si innalzano i seguenti Edifici: 1.° Palazzo Benzoni ora proprietà del Dottor Bernardi : abitazione in addietro della rinomata Dama Marina Quirini Benzon. 2.° Palazzo Grimani : Residenza attuale dell’I. R. Direzione delle Poste: Opera di alto pregio del Sammicheli. Il suo marmoreo Prospetto è disposto in tre ordini corintii. 3.° Palazzo Murtinengo: ora Albergo Reale all’insegna del Leon Bianco. 4.° Palazzo Farsetti: La sua architettura sente del gusto gotico: Residenza attuale del Municipio di Venezia. 5.° Palazzo Loredan: Architettura del Medio Evo: proprietà della Nob. Pisana Campagna Peccana. 6.° Abitazione di Enrico Dandolo : Sulla linea del suddetto Palazzo una Lapide innestata nell’esterna parete delle case erette lungo la così detta Riva del Carbon, accenna, che ove sorgono quei moderni edificii, ebbe soggiorno una volta la celebre Famiglia Dandolo che diede a Venezia il conquistatore di Costantinopoli. Sul Canale o Rio che scorre dinanzi la Chiesa di San Luca, primeggia il Palazzo Contarini, architettura elegante della Scuola dei Lombardi. Presso San Paternian stendesi la Calle chiamata della Vida o delle Locande, lungo la quale si apre, sulla destra, altra piccola Calle detta del Maltese o dei Risi: percorrendo questa si scorge l’antico Edificio della famiglia Minelli, ora proprietà del Sig. Emery, lateralmente al cui giardino si alza una Scala a Chiocciola di straordinaria ampiezza, fasciata di arcate a giorno, sostenute da colonne isolate di buona architettura del Medio Evo, le quali procedono in sette Ordini del basso all’alto, seguendo la linea ascendente dei gradini della Scala medesima; costruzione unica nel suo genere in questa Città.

Teatri. L’Apollo: eretto intorno al 1699, rifabbricato verso l’anno 1750. Gallo : ricostruito nel 1775: Opere ambedue dell’architetto Pietro Chezia: in questi ultimi tempi ebbero radicali restauri, e molti abbellimenti che li fecero più eleganti.

Rio Terrà degli Assassini. Questa via, che forma linea di confine fra la Parrocchia di San Luca di cui si parla, e l’altra vicina di Santa Maria del Giglio, era in addietro un Canale o Rio attraversato da un Ponte chiamato degli Assassini perché ivi succedevano frequenti aggressioni. Per prevenire siafatti delitti, vietò il Governo l’uso di portare barba posticcia alla greca, mediante cui si trasformavano i molfattori per non essere conosciuti. A maggiore tutela fu anche attivata in quella località, sin da remoti tempi, l’illuminazione notturna, provvedimento dappoi esteso intorno all’anno 4178 alla intera Città di Venezia.

Campo San Luca. Nel centro di questo Campo, o Piazza, sorge un Piedestallo di marmo che sostiene l’antenna con lo Stendardo. É scolpita in questo Piedestallo l’epoca di sua erezione nell’anno 13l0; poi vi si aggiunsero quelle dei suoi ristauri nel 1794 e 1837. Nella circostanza della popolare sommossa eccitata da Bajamonte Tiepolo, gli abitanti di questa Parrocchia impugnate le armi a favor del Governo, fugarono quella schiera di ribelli che ritirandosì dalla Piazza San Marco, aveva presa la direzione della loro contrada onde ritornare a Rialto. In rimembranza di si coraggiosa azione, si eresse quel monumento, nel quale figurano lo Stemma della Repubblica Veneto, e quelli pure delle due Scuole della Corilà e dei Pittori, i cui Confratelli accorsi erano al combattimento. (1)

(1) ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)

Parrocchia di San Luca Evangelista dall’Iconografia delle trenta Parrocchie – Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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