Ponte San Giovanni Grisostomo, sul Rio de San Giovanni Grisostomo

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Ponte San Giovanni Grisostomo, sul Rio de San Giovanni Grisostomo - Cannaregio

Ponte San Giovanni Grisostomo*, sul Rio de San Giovanni Grisostomo. Campiello del Forner – Salizada San Giovanni Grisostomo

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, bande in ferro a gocce con volute all’interno, sostenute da colonnine in pietra d’Istria. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, tre stemmi in pietra di Provveditori di Comun, sull’altro fianco resti di un leone marciano scalpellato. (1)

Nel 1080 la famiglia Cattaneo fece innalzare una chiesa a San Giovanni Grisostomo, la quale nel 1488, per asserto del pievano Lodovico Talenti, i trovava in cattivissimo stato per i danni del tempo, a cui alcuni aggiungono quelli di un prossimo incendio, accaduto nel 1475. Essa venne adunque rifabbricata sul disegno, come scrive Flaminio Corner, dell’architetto Tullio Lombardo, ma non nella situazione antica, bensì in faccia della medesima. Era parrocchiale, e fu soltanto nel 1810 che divenne succursale di San Canciano.

Riferisce il Sanudo che il 3 febbraio 1531 (M. V.) il Consiglio dei Pregadi impose ai Provveditori di Comune di allargare la Saliziada di San Giovanni Grisostomo, la quale era molto stretta, e dovendosi perciò atterrare il campanile, si concesse al pievano lo spazio per fabbricarne uno di nuovo. 

In parrocchia di San Giovanni Grisostomo abitava nel 1537 Angela Serena, amata dall’Aretino, che compose per lei le Stanze in lode della Serena. I parenti della medesima vedevano di mal occhio tali amori, e G. Antonio di lei marito, uomo alquanto dissoluto, tanto fece per vendicarsi che ebbe ai suoi voleri Perina Riccia, donna dell’Aretino, persuadendola anche a fuggirgli di casa. Non sappiamo quanto il Quadrio si apponesse al vero nell’asserire che tali dispiaceri trassero la Serena al sepolcro. Il fatto sta che essa morì nel 1540, come si rileva dalle lettere dell’Aretino stesso, che impetrò dal Bembo un sonetto in lode dell’estinta.

Angela Serena si dilettava di poesia, ed è noto che diresse all’imperatrice Isabella, consorte di Carlo V, alcune stanze, per le quali ricevette ricchi doni. Si conservano nell’Archivio Notarile due suoi testamenti, l’uno del 2 dicembre 1538 in atti di Giacomo Zambelli, fatto essendo gravida, ove si chiama Anzola fia del q. Barnaba Torninben, olim spicier al segno dell’Agnus Dei, et consorte di G. Antonio Serena; l’altro del 3 maggio 1539 in atti di Giacomo Chiodo.

Nel 1738 in una locanda posta in questa contrada alloggiò Maria Anna, arciduchessa d’Austria, poi moglie dell’imperatore Carlo VI, e vi é memoria che essa quotidianamente si recava in chiesa di San Giovanni Grisostomo per visitare l’altare della santa di cui portava il nome. (2)

(1) ConoscereVenezia

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

* Ufficialmente il ponte ora si chiama Ponte dei Zogatoli già San Giovanni Grisostomo, ma io preferisco continuare a chiamarlo Ponte San Giovanni Grisostomo (eventualmente con l’aggiunta di detto dei Zogatoli), la storia secolare di Venezia contro la storia (di una generazione) travisata da un gruppo effimero di opinione su Facebook.  

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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