Ponte Santa Caterina, sul Rio de Santa Caterina

0
247
Ponte Santa Caterina, sul Rio de Santa Caterina - Cannaregio

Ponte Santa Caterina, sul Rio de Santa Caterina. Fondamenta Santa Caterina – Calle Zanardi

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in mattoni intonacati. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, tre stemmi in pietra di Provveditori di Comun, sull’altro fianco resti di un leone marciano scalpellato.

SANTA CATTERINA (Fondamenta, Rio, Ponte, Calle lunga). Non si sa precisamente l’anno della fondazione della chiesa e del monastero di Santa Catterina. Primi abitatori di esso sembrano essere stati alcuni religiosi Agostiniani, detti della Penitenza di Gesù, ed anche Sacchiti, o Sacchini, per la loro veste simile ad un sacco. Soppresso quest’ordine nel 1274, Giovanni Bianco veneto mercadante, acquistò il locale nel 1288, e ne fece dono nel 1289 a Bortolotta Giustinian, che lo destinò ad uso di monache Agostiniane, sotto il vecchio titolo di Santa Catterina dei Sacchi. Bortolotta era figlia del celebre Nicolò Giustiniani, già monaco in San Nicolò del Lido, uscito dal chiostro con il permesso del papa, ed unitosi ad Anna Michiel per dar successione al proprio casato. Nel 1807 le monache di Santa Catterina vennero concentrate con quelle di Sant’Alvise, e nel loro monastero si collocò il Liceo Convitto. La chiesa divenne allora, come lo è tuttavia, Oratorio Sacramentale dello stabilimento. Essa nel giorno della Santa titolare era visitata dal principe e dalla Signoria perchè in quel giorno, per mozione del doge Pietro Gradenigo (an. 1307), si celebrava la cosi detta Festa dei Dotti, e si schiudevano i luoghi di pubblico insegnamento.

Essendo Suor Ginevra Querini, monaca professa del convento di Santa Catterina, colà dentro carcerata, a requisizione del vescovo Castellano, per certa sua pratica col N. U. Federico Giustinian, ed avendole questi spedito una lettera ove le fissava la notte in cui sarebbe venuto a liberarla, volle il caso che ciò andasse all’orecchie degli altri due patrizi Domenico Contarini q.m Pietro e Paolo Erizzo q.m Marco. Idearono i giovani scapestrati disturbare l’intrapresa, e nella notte fissata si posero armati a ronzare intorno al convento, per cui il Giustinian, venuto alla posta, dovette per prudenza ritirarsi. Un’altra notte poi, con l’aiuto del N. U. Giacomo Nani q.m Giovanni, scalarono le mura del sacro recinto, penetrarono ove era la monaca, e facendole credere che il Contarini fosse il Giustinian, si intrattennero al buio con essa. Scopertosi il fatto, il Contarini e l’Erizzo furono condannati, con sentenza 14 maggio 1446, ad un anno di carcere, ed a 100 lire di multa per il sacrilegio commesso. Il Nani poi ed il Giustinian a sei mesi di carcere, ed alla multa medesima, questi per il suo proposito di rapire la monaca, e quegli per aver dato mano a scalare il convento. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.