Ponte Santa Giustina, sul Rio de Santa Giustina

0
802
Ponte Santa Giustina, sul Rio de Santa Giustina - Castello

Ponte Santa Giustina, sul Rio de Santa Giustina. Calle Zon – Fondamenta Santa Giustina

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in mattoni intonacati. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, tre stemmi in pietra di Provveditori di Comun.

SANTA GIUSTINA (Campo, Fondamenta, Rio, Ponte, Salizzada, Campiello). Si reputa che la chiesa ex parrocchiale di Santa Giustina entri nel novero di quelle erette nel VII secolo da San Magno. Dopo essere stata, a quanto pare, rifabbricata, ebbe consacrazione nel secolo XIII, per mano d’Ugolino cardinale Ostiense, legato apostolico, poco dopo Gregorio IX. Si sa che fino dal principio di questo secolo veniva ufficiata da canonici regolari di cui si ignora l’istituto. In progresso di tempo, secondo il Corner, fu consegnata ai canonici regolari di San Salvatore, ai quali nel 1448 subentrarono monache agostiniane, tratte dal monastero degli Angeli di Murano. Altri restauri ebbe nei secoli XVI e XVII, nonché nel secolo XVIII, dopoché il 5 settembre 1774 ne era precipitato il soffitto, schiacciando la mensa di due altari e la cantoria dell’organo. Si legge che in questa occasione accorso uno dei patrizi Gradenigo, domiciliato di contro, potè, unitamente ad un religioso, solito a frequentare in sua famiglia, estrarre dalle macerie una vecchierella, che custodiva la chiesa, e tradurla, perchè fosso soccorsa, nel proprio palazzo. La chiesa di Santa Giustina venne chiusa nel 1810, divenendo poscia, insieme al prossimo convento, casa di educazione della Marina. Ora non possiamo ammirarne che il prospetto, innalzato nel 1640 dalla famiglia Soranzo sul disegno del Longhena.

Era costume che ogni anno questa chiesa fosse visitata il giorno di Santa Giustina dal doge e dalla Signoria in memoria del trionfo ottenuto in tal giorno l’anno 1571 sopra i Turchi alle Curzolari. Il Campo di Santa Giustina s’incominciò a selciare di pietre vivo soltanto nel 1747, 29 febbrajo M. V., per ordine di Marcantonio Bragadin, provveditore di Comun. Allora però si eseguì soltanto una lista presso la chiesa, ed altra presso la riva, ove soleva smontare il doge, avviato alla visita sopraindicata.

In parrocchia di Santa Giustina abitava l’architetto Bolognese Sebastiano do Serliis, o Serlio, come si ricava da un sua testamento fatto il primo aprile 1528 in atti di Avidio Branco, col quale lasciava erede universale il celebre letterato Giulio Camillo Delminio da Portogruaro. Nel 1537 però aveva trasportato la propria abitazione sulla Fondamenta di Santa Catarina in una casa della famiglia Priuli. Egli morì nel 1582 in Francia, ove erasi recato al servizio del re Francesco I, alla cui morte cadde in povertà. Pietro Aretino loda molto il Serlio, ed i suoi libri Dell’Architettura, ma queste lodi non furono molto disinteressate se vi è verità nel seguente periodo che si legge nella Vita di Pietro Aretino, attribuita al Borni, e pubblicata per la prima volta in Perugia nel 1538 per Bianchin dal Leon: Sebastian Serlio, quell’architetto coglione, ha bella moglie, e per farsi metter sugli scritti a Pietro gli fa f… la moglie, amica di una suor Gerolama, che Dio sa come l’è. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.