Ponte de Cà Bernardo, tra il Rio de le Do Torre e il Rio de San Polo

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Ponte de Cà Bernardo tra il Rio de le Do Torre e il Rio de San Polo - Dorsoduro

Ponte de Cà Bernardo, tra il Rio de le Do Torre e il Rio de San Polo. Calle del Scaleter – Calle de Cà Bernardo

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, bande in ferro ad archi e losanghe. (1)

Salendo il ponte, dalla Calle del Scaleter a Sant’Agostin, si presenta la poderosa e ricca facciata del palazzo Bernardo: interessante esempio di palazzo archiacuto veneziano del periodo gotico della seconda metà del quattrocento.

La famiglia Bernardo venne fra noi da Roma, oppure dalla Trevigiana, in epoca sì remota da produrre tribuni, e sempre dimostratasi benemerita dello Stato. Era un Francesco Bernardo nel 1303 capitano di grossa nave armata contro Andronico imperatore di Costantinopoli. Un altro Francesco, nel 1545, mercanteggiando in Albione, giunse a conchiudere la pace fra Francesco I re di Francia, ed Enrico VIII re d’Inghilterra. Creato perciò cavaliere da entrambi ed elargito di annuale stipendio, vi rinunziò tostoché fu di ritorno in patria, a servigio della quale sostenne poi importanti impieghi.

Ma ecco quel Pietro Bernardo che, morto nel 1538, lasciò fama di cervello bizzarro per le stravaganti disposizioni del suo testamento.  Stabiliva unfatti che, appena morto, “la sua salma fosse lavata nell’aceto squisito e quindi unta con muschio pel valsente di 40 ducati da tre medici dei più famigerati, ai quali si dessero in compenso tre zecchini belli  e ruspi per ciascheduno; che fosse deposta  con aloè ed altri aromi in una cassa di piombo, ove potesse giacere comodamente, la qual cassa si rinchiudesse in altra grossissima di cipresso, così bene serrata ed impeciata da non potersi aprire se non rompendola; che venisse collocata in un’arca di marmo del valore di 600 ducati, in fronte della quale dovessero scolpirsi otto esametri, contenenti le sue gesta in carattere maiuscolo da leggersi alla distanza di 25 piedi, col premio al poeta di un zecchino ogni due versi; che sopra l’arca si scolpissero il Padre Eterno, ed egli, Pietro Bernardo, genuflesso, di forme così grandi da sembrare a venticinque piedi di distanza un uomo d’alta statura; che finalmente si celebrassero in un libro di 800 versi le glorie della sua famiglia, e si componessero sette salmi ad imitazione dei Davidici con altre orazioni, da cantarsi ogni prima Domenica del mese da venti frati, al rompere dell’alba, innanzi al di lui sepolcro“.

Ora egli dorme gli eterni sonni nella chiesa dei Frari, dove a vent’anni dalla morte gli fu innalzato un elegante monumento lombardesco, titenuto opera di  Alessandro Leopardi. (2)

(1) ConoscereVenezia

(2) Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino 31 ottobre 1923

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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