Rio de la Madona, nel Sestiere di Dorsoduro

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Rio de la Madona, nel Sestiere di Dorsoduro

Rio de la Madona, nel Sestiere di Dorsoduro

Il rio probabilmente prende il nome dalla vicina chiesa di Santa Maria Maggiore.

In un oratorio annesso a un monastero di francescane, detto di San Vincenzo e costruito dopo un decreto di approvazione emesso dal Senato l’11 novembre 1497 era stata trasportata da una casa vicina una immagine bizantina che raffigurava la Madonna e il Bambino. Il popolo veneziano accorse numeroso a venerare la sacra effigie e fu tale la devozione dei fedeli che il vecchio titolo della chiesetta fu sostituito con quello di Santa Maria. Nei primi del secolo XVI l’oratorio fu abbattuto e col generoso concorso della famiglia Malipiero venne innalzato un tempio sontuoso fornito di undici altari che prese il nome di Santa Maria Maggiore per qualche rassomiglianza che presentava con la basilica romana. Quando la chiesa fu chiusa in conseguenza del decreto di soppressione napoleonica del 12 agosto 1805, il quadro fu salvato da una suora e nel 1857 fu donato alla chiesa di San Trovaso dove fu collocato nel primo altare a destra. Il quadro andò distrutto a causa d’un incendio che il primo gennaio 1964 bruciò il presepe allestito su quell’altare. La tavola era opera d’un madonnero veneziano del secolo XV e raffigurava una Odigitria che sosteneva il Bambino col braccio sinistro e lo mostrava ai devoti con la mano destra (1)

Viene attraversato dai seguenti ponti:

Sulle sue rive si affacciano:

  • Calle de la Madona
  • Fondamenta de la Madona

(1) TRAMONTIN SILVIO, NIERO ANTONIO, MUSOLINO GIOVANNI. Culto dei santi a Venezia. (Studium cattolico veneziano. 1965)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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