Campiello del Pistor a Sant’Agostin (San Polo)

PISTOR (Calle e Ponte del) a S. Lio. Ai piedi di questo ponte la bottega da prestinaio esiste tuttora. Esso anticamente era chiamato di Ca’ Mocenigo per il prossimo grandioso palazzo che in origine apparteneva ai Foscari, come dallo stemma sculto sul pozzo della corte interna, ma che poscia passò in un ramo dei Mocenigo in virtù del matrimonio successo nel 1491 fra Alvise Mocenigo q. Tommaso, e Pellegrina Foscari q. Michiel.

L’arte dei Pistori, oltre gli inviamenti sparsi per la città, aveva in Venezia due grandi Panaterie, o luoghi stabiliti per la vendita del pane. L’una giaceva a S. Marco, presso il Campanile; l’altra in Rialto, di fianco alle Beccarie. La prima constava di diciannove botteghe; di venticinque la seconda. I Pistori negli ultimi tempi della Repubblica erano ascritti alla Scuola degli Albanesi a S. Maurizio, come ci fa conoscere un decreto del consiglio dei Dieci, inserito nel Catastico delle Leggi in materia di Biave. Ne riportiamo il brano seguente: 1780, 5 7set. In Cons.o di X. Decreto che abolisce il Sovegno dei Lavoranti Pistori in chiesa di S. Matteo di Rialto. Tutti gli argenti ed eletti di esso debbano consegnarsi ai capi della scola di S. Maria e S. Callo degli Albanesi nella chiesa di S. Maurilio, composta di tutti gli individui dell’Arte dei Pistori, colla loro responsabilità, nella quale non abbiano detti Lavoranti voce alcuna nè attiva nè passiva. Di tali argenti ed effetti debba formarsi colla loro rendila un capitale intangibile nella Pub.ca Zecca, la cui rendita debba servire di qualche compenso all’aggravio che l’Arte suddetta si assume di corrispondere alli Lavoranti nel caso di loro malattia ecc. ecc. Nel citato Catastico, alle rubriche Pistori di Venezia e Lavoranti Pistori, si trovano varie notizie relative all’arte di cui stiamo parlando.

Altre botteghe da prestinaio denominarono altre vie di Venezia.(1)

Il luogo è composto da una calle, da una corte, da un sottoportico e da un campiello. Dalla calle, con andamento a gomito, si accede ad una piccola corte, poi per un sottoportico si arriva al campiello che ha una suggestiva veduta sull’incrocio trafficato dei canali (da destra a sinistra) di Sant’ Agostin, di San Stin, e di San Polo.

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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