Leoni scalpellati

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Pozzo del Monastero dei Santi Cosma e Damiano - Isola della Giudecca

Leoni scalpellati

Come in tutte le calamità mortali, per grandi che esse siano, c’è sempre qualche superstite, così nell’appartato (ma non troppo) Campiello de Cà Lombardo a San Barnaba esiste l’unica tra le vere pubbliche che sia uscita immune dall’iconoclastia antimarciana che si abbatté sulla città da quando il 29 maggio 1797, diciassette giorni dopo la caduta della millenaria Repubblica, la Municipalità provvisoria di Venezia, udito il rapporto del suo Comitato di Salute Pubblica, decretava “Che tutti que’ Leoni, che considerati sono come stemmi o indicazioni del passato Governo, sieno levati da tutti i luoghi ove esistono”. L’impresa di smantellamento fu affidata a sei scalpellini che fecero un preventivo di “Mille fra leoni dinonsie e altro”. Nonostante successive e minuziose ispezioni governative, il leone in “moeca” sulla vera del Campiello de Cà Bernardo, vuoi per caso vuoi per vicende che ci sono rimaste ignote, restò indenne, mentre su tutte le altre vere pubbliche della città (ma non dell’Estuario) si abbatteva inesorabile da damnatio memoriae. (1)

(1) ALBERTO RIZZI Vere da pozzo di Venezia. Filippi Editore VENEZIA 1981

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Campiello Bernardo, 3200 (Dorsoduro) – Campo San Cosmo, 622 Monastero dei Santi Cosma e Damiano (Giudecca) – Campo de la Chiesa, Malamocco – Piazza Maggiore, Malamocco – Campo de la Chiesa, Malamocco

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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