Pozzo in Campo San Stefano (verso la chiesa), nel Sestiere di San Marco

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Pozzo in Campo San Stefano (verso la chiesa), nel Sestiere di San Marco

Pozzo in Campo San Stefano (verso la chiesa), nel Sestiere di San Marco

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica divisa in sei settori. Su un settore della vera è incisa la data: “MDCCXXIIII”, sormontata da un tondo già contenente un leone marciano. Base: rotonda, a due gradini. Copertura: lastra metallica convessa.

Chiesa di Santo Stefano. Gli Agostiniani vissero sotto l’imperio della Repubblica dall’anno 860 sino alla sua caduta. In quel tempo dal senato fu assegnato in dono ad abitazione dei padri l’isola di San Lazzaro con l’oratorio di Santa Maria in Nazaret, presentemente il Lazzaretto Vecchio, e continuo ivi la loro permanenza fino all’anno 1002, che furono chiamati ad abitare in città dal vescovo Pietro Quintavalle Olivolense, il quale loro assegnò il luogo di Sant’Antonio a Castello, dove stettero fino al 1264. In quell’anno si principiò a fabbricare la chiesa e il monastero: la chiesa venne compiuta nel 1325.

Si narra un curioso accidente circa il campanile della chiesa di Santo Stefano l’anno 1455. Essendo per difetto di fondamenta alquanto pendente verso il campo di Sant’Angelo, un ingegnere bolognese, abilissimo nel chinare non solo ma nel trasportare codesti campanili da uno in altro sito, si esibì di drizzare anche questo, togliendogli il terreno dalla parte opposta a quella verso cui pendeva. Accettatasi la proposizione, diede egli mano all’opera e drizzò il campanile, il quale durò soltanto dritto per lo spazio di un giorno e di una notte, perché nel giorno appresso precipitò sopra il tetto del vicino convento di Santo Stefano, atterrando parte della chiesa di Sant’Angelo ed alcune stanze del dormitorio dei frati con la morte di alcuno d’essi. Nel seguente anno 1456 il campanile venne eretto nuovamente per opera di certo Marco de Furi.(2)

(1) ConoscereVenezia

(2) Bernardo e Gaetano Combatti. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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