Corte Spechiera a Santa Marina, nel Sestiere di Castello
Qui stanziavano nel 1661 Matteo Roder spechier, e Menego Marin spechier. II primo di essi appartenne probabilmente alla famiglia di quel Vincenzo Roder, che, per avere inventato gli specchi cristallini, ebbe dal Senato un privilegio per anni 25, ma poi insegnò ad altri il segreto. Se ne fa onorevole menzione nella Mariegola dei Marzeri, esistente nell’Archivio Generale.
L’industria degli specchi sembra introdotta da Nicolò Cauco, Muzio da Murano, e Francesco, i quali fecero il 5 febbraio 1317 M. V. un accordo con un maestro di quell’arte in Alemagna, qui vitrum a speculis laborare sciebat, et fecerunt ipsum dictam artem laborare in Venetiis (Fronesis). Con il progresso del tempo un Antonio Bertolini, detto il Gigante, inventore delle molle per dare l’ultima pulitura agli specchi, essendosi associato ad un Bernardo Ponti, ottenne di separarsi dai Muranesi, e potè rendere l’arte degli specchi distinta, con l’obbligo però di ritrarre le paste dalle fornaci di Murano. Gli specchieri dipendevano un tempo dai marzeri, ma nel 1577 si emanciparono. Ebbero altre scuole di devozione oltre quella dei Gesuiti, e diedero il nome anche alla Calte dei Specchieri a San Giuliano, ove in gran numero stanziavano, come appare dalla Descrizione della contrada per il 1661. (1)
(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872
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