Pozzo del Convento di Santa Giustina (Liceo Benedetti)

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del Convento di Santa Giustina (Liceo Benedetti) - Castello

Pozzo del Convento di Santa Giustina (Liceo Benedetti)

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica con una cornice quadrata sostenuta da quattro volute di foglie d’acanto. Su due lati della vera sono scolpite, ad altorilievo, due roselline; su un lato e scolpito, in bassorilievo, il monogramma eucaristico JHS. Una struttura in ferro regge una carrucola. Base: quadrata. Copertura: lastra metallica convessa.

Fondamenta Santa Giustina. Chiesa di Santa Giustina. La chiesa di Santa Giustina fu fatta erigere da San Magno Vescovo di Oderzo colle offerte dei fedeli. Fu prima parrocchiale, poi collegiata. l canonici la uffiziarono sino dei primi anni del secolo decimoterzo, leggendosi nelle pistole di Innocenzo III aver lui rimesso al primicerio di Grado e al piovono di Santa Sofia, delegati apostolici, la definizione di una controversia d’Alberto Prete contro i canonici di Santa Giustina che non lo volevano nel loro capitolo. Fu consacrata l’anno 1219 da Ugolino legato apostolico, allora cardinale, e poi pontefice sotto il nome di Gregorio IX; e nello stesso anno eretta in priorato. Sotto il Pontefice Eugenio IV i canonici abbandonarono il convento (secolo decimoquinto), perché erano scarse ai loro bisogni le rendite di esso; e vi subentrarono le monache di Santa Maria degli Angeli di Murano. Gli edifici si restaurarono nel 1450. La chiesa rovinava per vetustà nel 1500, quindi subito si diede mano a rinnovarla, e si compie il restauro l’anno 1514. Fu nuovamente restaurata nel 1600. La facciata (che solo ora rimane in piedi) fu fabbricata l’anno 1640 sopra disegno di Baldassare Longhena. La chiesa in soppressa l’anno 1840. Era fino alla caduta della Repubblica visitate dal doge, dalla Signoria, dal Clero e delle Scuole grandi il giorno di Santa Giustina, in memoria della vittoria ottenuta in quel giorno del 1569 presso alle isole Curzolari sopra la flotta Turco; e le monache venivano presentate di venticinque ducatoni aventi le impronte della Santa ed il motto Memor era lui, Justina virgo. La Repubblica, politicamente pietosa, voleva dire al popolo: Ringraziamo questa Santa della sua intercessione, perché la vittoria la dobbiamo a lei, e senza lei nulla avrebbero fatto certamente il Colonna del papa e don Giovanni d’Austria, con tutto che ci fosse il nostro Sebastiano Venier che pur mostra d’essere valoroso. Dimentichiamoci di tutti, e ricordiamoci del supremo aiuto (che certo avevano avuto e allora lo meritavano). E il popolo non si ricordo più del Colonna, di don Giovanni e del Venier, ma si della vittoria ottenuta e della santa Vergine. (1)

(1) BERNARDO e GAETANO COMBATTI. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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