Pozzo di Campo de Gheto Novo (verso il Banco Rosso)

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Pozzo di Campo de Gheto Novo (verso il Banco Rosso) - Cannaregio

Pozzo di Campo de Gheto Novo (verso il Banco Rosso)

Vera: in calcare rosso di Verona di forma cilindrica con una cornice quadrata con quattro archi sui lati e quattro vele agli angoli. Su due lati della vera sono scolpiti due grandi stemmi con tre leoni di Giuda; sugli altri due lati sono scolpite, in bassorilievo, due rosette. Base: quadrata. Copertura: lastra metallica convessa.

Campo de Gheto Novo Sulla riva opposta del canale di Cannaregio (voce che si vuole derivare dagli antichi canneti che erano in questi dintorni) si vedono torreggiare le altissime case del Ghetto Vecchio, cioè dell’antica dimora destinata dalla Repubblica agli Ebrei in Venezia. Nei primordi del sec. XIII qui incominciarono a stabilirsi parecchie famiglie Israelite fuggenti di Germania e cercanti ricovero contro il fanatismo religioso del loro paese. L’incremento della prosperità commerciale di Venezia ne invogliò poi altre, e di Germania e d’altre parti d’Europa e dell’Asia Minore, si piantavano per mercanteggiare. Molte ne vennero nel 1492 e nel 1496, cacciate di Spagna e dal Portogallo, e più ancora nel 1589. Vissero gli Ebrei vincolali qui pure dalle dure restrizioni che, si aggravavano dappertutto su loro nell’evo mezzano; costretti ad abitare il ghetto in parte rimota della città, impediti di esercitare varie arti, obbligati a portar segni esterni onde, facilmente distinguersi, chiusi la notte nella loro isolata dimora, soggetti all’apposta magistratura del Cattaver, ebbero nullameno l’agio di perpetrare liberamente i loro ritti e furono tutelati dalla pubblica forza quando sul cadere del secolo XV si imputarono di aver immolato dei fanciulli. Oggi sono parificati agli altri cittadini; sommano a 2300 anime, e compiono i loro riti religiosi in sette scuole sotto la suprema autorità di un rabbino maggiore. (1)

Banco Rosso. Vi erano in ghetto tre banchi per il prestito su pegno: il rosso, il verde e il nero, per via del colore delle ricevute che venivano rilasciate al cliente. Ancora oggi è visibile l’insegna del banco rosso. Sembra che il detto “andare in rosso” risalga all’atto di recarsi al banco rosso per chiedere un prestito.

(1) P.SELVATICO e V.LAZARI Guida Artistica e Storica di Venezia (VENEZIA, MILANO E VERONA Coi tipi dello Stabilimento nazionale di Paolo Ripamonti Carpano, 1852)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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