Le porte di casa Bellotto, in Salizada Sant’Antonin
Umberto Bellotto è stato il più affermato artista del ferro veneziano della prima metà del Novecento. Il suo successo nel corso degli anni venti e trenta del secolo scorso venne confermato dall’appellativo di “mago del ferro battuto“, o di quello di “fabbro di Mussolini” per la sua attività di arredatore di alcuni Ministeri a Roma nel corso del ventennio fascista.
La casa del Bellotto, in Salizada Sant’Antonin, che fungeva anche da officina e da bottega per l’espozisione dei suoi prodotti, conserva ancora le tre porte di accesso originarie. La porta al civico 3490, che nelle parti lignee riprende il portale della Ca’ d’Oro, è decorata con inserti in ferro battuto e presenta al centro, all’altezza dello spioncino, un motivo decorativo con un occhio stilizzato e, poco sotto, un battente a forma di zampa di uccello rapace. La porta a doppia anta al civico 3489 è di legno con battenti in ferro, ai lati della porta si aprono due aperture ovali parzialmente coperte da grate: quella di destra raffigurante un cesto di frutta, quella di sinistra è composta da segmenti curvi e retti con al vertice una punta. La terza porta al civico 3488 è di legno con borchie di ferro. (1)
(1) Matteo Fochessati. Umberto Bellotto. Interventi pubblici e privati a Venezia e al Lido
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