Orso Orseolo Patriarca di Grado. Reggente. Anni 1031-1032

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Orso Orseolo Patriarca di Grado. Reggente. Anni 1031-1032

Giunto Orso governò la Repubblica per modo, che gli antichi cronacisti lo compresero nella serie dei dogi, e come tale lo considerarono; tanto più quanto che fu desso ritratto fra le immagini loro nel fregio della Sala del Consiglio Maggiore, come dicemmo nella introduzione, e può vedersi nella Tavola I, che a quella sussegue. Egli infatti si diportò lodatamente, curando, innanzi tratto, il ristauro della città di Grado e delle chiese a cui avea recato gravi danni il patriarca Peppone. Fece coniare, per il pubblico bene, col suo nome, una nuova e piccola moneta, la quale aveva corso anche al tempo del Dandolo, vale a dire, dopo quattro secoli quasi. Avendo però gli ambasciatori, spediti a Costantinopoli, trovato Ottone già estinto, al loro ripatrio Orso rinunziava al suo incarico dopo quattordici mesi di ottimo reggimento, restituendosi quindi alla patriarcale sua sede.

Il ritratto di Orso Orseolo tiene nella sinistra mano il solito breve, su cui si legge:

HOTTONE FRATEM SVPPLET PATRIARCHA GRADENSIS
DONEC AB EXILIO DEFUNCTUM COMPERIT ESSE. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto.  Venezia MDCCCLXI

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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