Il monumento funebre al doge Marco Corner, nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

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Il monumento funebre al doge Marco Corner, nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

Il monumento funebre al doge Marco Corner, nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

Marco Cornaro nacque nel 1285 da Giovanni, detto il Grande, già provveditore in Candia, e che attese nella verde età ad informarsi lo spirito nelle letterarie discipline, onde ebhe titolo di dottore. Quali cariche sostenesse fino all’età d’anni 54 non ci é noto, e solo sappiamo che nel 1336, quale uomo degno per la sua capacità e probità, fu designato con Andrea Morosini a Provveditore in Campo, contro Martino Scaligero signor di Verona, e partiva da Venezia con Pietro Rossi, eletto Generale dell’armata, per la Motta trevigiana, luogo assegnato per unir le milizie.

Il Cappellari nota, che nei due anni appresso, cioé nel 1337 e 1338, il Cornaro sedé siccome podestà di Padova. Era egli nel 1345 in Zara, quale conte governatore per la Repubblica, quando, ribellatasi quella città in favore di Lodovico re d’Ungheria, dovette Marco ripararsi nel castello, fino a che, nell’anno appresso, ricuperata venne pel valore di Marco Giustiniani. Mossa poi guerra, nel 1348, dai Genovesi, e perdutasi da Nicolò Pisani, presso le acque di Costantinopoli, decisiva battaglia, fu ordinato con nuova legge che il generalissimo dovesse aver seco quattro provveditori. Fu eletto allora uno dei quattro il nostro Cornaro, essendo fra i principali senatori.

Poi fu Marco ambasciatore presso il re d’Ungheria per maneggiare la pace; indi a Carlo IV re dei Romani, dal quale, nel marzo 1354, venne creato cavaliere. Nella congiura scoppiata l’anno appresso del doge Marino Faliero, il Cornaro, alla testa delle milizie fedeli guardò la piazza di San Marco ed i luoghi circonvicini, onde con il suo valore contribuì a reprimere i rivoltosi.

Subito la sentenza di morte del doge traditore, venne il nostro Marco eletto vice doge, nella qual carica stette fino alla elezione del nuovo doge Giovanni Gradenigo. L’anno stesso passava a Padova siccome podestà, e veniva rimosso l’uno appresso per essere unito a Marino Grimani, designati ambasciatori a Lodovico re d’Ungheria, alfin di stabilire le condizioni di pace, che non furono poi accettate; e solo nel febbraio 1358 veniva finalmente fermata. Destinato novellamente ambasciatore presso Carlo IV, ritornando egli alla patria, fu imprigionato dal castellano di Sench; ma per ordine del duca d’Austria fu liberato con Giovanni Gradenigo.

Morto il doge Giovanni Dolfin, si trovarono i voti divisi tra Pietro Gradenigo, Leonardo Dondolo ed il nostro Marco, il quale era tuttavia prigioniero in Germania; se non che, essendo stato eletto Lorenzo Celsi, in patria dava al Cornaro attestato solenne di gratitudine, decorandolo della stola di Procuratoria de supra, il dì 44 gennaio 1362, in luogo del morto Nicolò Giustiniani. Finalmente, passato alla seconda vita il Celsi, veniva assunto alla suprema dignità dello Stato, il dì 24 luglio 1365.

L’urna cospicua, che chiude i resti mortali di questo doge, è collocata nella parete destra della cappella maggiore in Santi Giovanni e Paolo. Sopra essa urna giace supina la statua di lui vestita delle ducali divise e col brando a lato. Superiormente sono inserite cinque nicchie, delle quali le due estreme, minori delle altre, finiscono in guglie. Entro le tre nicchie centrali sono disposti i simulacri della Vergine Madre e degli apostoli Pietro e Paolo: le due minori accolgono altrettanti garzoni coperti di tunica talare, e recanti in mano un candelabro.

L’inscrizione sottoposta, e che anticamente non poté leggersi dal Sanudo e dal Sansovino, perché coperta dai dorsali del coro, ondò spezzata e quindi perduto allorquando fu rimosso l’urna, per collocarvi vicino il monumento grandioso del doge Andrea Vendramino. (1)

 (1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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