Corte Delfina, nel Sestiere di Castello

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Corte Delfina, nel Sestiere di Castello

Corte Delfina, nel Sestiere di Castello

La Corte Delfina prende il nome dalla famiglia Delfino o Dolfina, che ebbe per capostipite uno dei Gradenigo, soprannominato Delfino o per la sua gibbosità, o per la sua singolare perizia nel nuotare.

Fra i vari distinti di questa famiglia giova ricordare Delfino circa il 480 patriarca d’Aquiileia; Daniele gran capitano nella prima crociata; Giacomo generale nel 1260 di 58 galere contro i Greci collegati con i Genovesi, e poi capitano contro il tiranno Ezzelino; Angelo nel 1329 vescovo di Venezia; Orso nel 1355 patriarca di Grado; Giacomo nell’anno medesimo provveditore generale in Albania, e poi duce di 37 vascelli contro i corsari Greci, a cui prese 6 navi; Giovanni eletto dogo nel 1356 mentre era provveditore in Treviso, assediata dagli Ungari, il quale, non potendo ottenere un salvacondotto dai nemici per recarsi a Venezia, mise all’ordine 600 cavalli, e nottetempo partito, arrivò sano e salvo a Marghera, ove fu accolto con somma letizia dai senatori; Michele che rinchiuso nella medesima occasione in Trevisoi, combattè vittorioso corpo a corpo con un guerriero nemico, e poi nel 1370, 1371, e 1375 fu capitano generale d’armata; Leonardo nel 1392 vescovo di Venezia, e nel 1401 patriarca d’ Alossandria; Zaccaria capitano nel 1509 di Padova stretta dall’ armi dell’imperatore Massimiliano; Gian Pietro, che fiori circa il 1560, vescovo di Zante e Cefalonia; Giovanni nel 1503 vescovo di Torcello, e nel 1579 vescovo di Brescia; Zaccaria nel 1565 cardinale; Luigi vescovo della Canea, morto nel 1587; Giovanni cardinale nel 1603; Dionisio, suo fratello, nel 1606 vescovo di Vicenza; Giuseppe, nipote di Dionisio, nel 1616 vescovo di Paffo; Giovanni vescovo di Belluno nel 1626; Giovanni nel 1658 patriarca d’Aquileia, e nel 1667 cardinale; Pietro Antonio nel 1684 vescovo di Capo d’Istria; Daniele vincitore dei Turchi a Metelino nel 1690; Daniele nei 1698 vescovo di Brescia, e nel 1699 cardinale; Dionisio nel 1702 patriarca d’Aquileia; Daniele, finalmente, cardinale nel 1747. (1)

(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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