Il basilisco ammansito da San Trifone, telero di Vittore Carpaccio, nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni

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Vittore Carpaccio. San Trifone ammansisce il basilisco. Scuola di San Giorgio degli Schiavoni (particolare)

Il basilisco ammansito da San Trifone, telero di Vittore Carpaccio, nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni

Vittore Carpaccio, al culmine della propria carriera, venne chiamato dalla Scuola degli Schiavoni o dei Dalmati per dipingere un ciclo di sette teleri sulle storie dei santi protettori della confraternita: San Giorgio, San Girolamo e San Trifone. La tela mostra l’unico episodio dedicato a San Trifone nel ciclo, ovvero il suo miracolo più famoso, legato alla guarigione di Gordiana, figlia dell’imperatore Gordiano III, quando il santo aveva dodici anni. La giovane era ossessionata da un demonio, che compare in forma di basilisco, un mostro fantastico con corpo leonino, ali di uccello, coda di rettile e testa asinina. (1)

Il termine basilisco deriva dal greco basilicos piccolo re. Molte favole si spacciarono intorno a questo animale. Tre specie ne avevano creato con la loro fantasia gli antichi; il primo ardeva tutto ciò che avvicinava, e faceva un deserto di ogni luogo in cui andasse, poiché le piante e animali appassivano dinanzi a lui; il secondo era una specie di gorgone (mostro femminile con le chiome intrecciate di serpi) errante, che con il suo sguardo letale dava la morte a tutto ciò che vedeva; il terzo con il semplice tatto faceva cadere le carni dalle ossa agli animali con cui veniva a contatto; e si diceva che un quarto, concentrazione di malanni, venisse prodotto dalle uova di galli giunti a età decrepita {ova centonina), covate da rospi e da serpenti.

Ecco come lo descrivono gli antichi: Il basilisco è di grandezza non più di dodici dita, con una macchia bianca nel capo, e un certo distinto diadema, donde il suo nome regale; oppure, che sia detto basilisco, perchè altre specie di serpenti lo riveriscono. Questo muove il capo con poche, non molte piegature come avviene negli altri serpenti; ma dal mezzo in su cammina dritto ed elevato.

Si vede rappresentato con un corpo squamoso, rigonfio, che termina in una lunga coda di serpente, incurvata; ha la testa di gallo, coronata, ed è munito di otti piedi di rospo. Ciò che si dice nella Bibbia del basilisco non sembra indicare altro che un serpente velenoso e malefico, simbolo di colpa, di miseria, di distruzione. (2)

(1) ConoscereVenezia

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/San_Trifone_ammansisce_il_basilisco

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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