Corte de le Scale, ai Frari, nel Sestiere di San Polo
La denominazione di questa corte deriva da alcune scale semiscoperte, tuttora esistenti. Abitava in Corte de le Scale, fino dal secolo XV, contraddistinta con il nome medesimo, quella Franceschina, moglie di un Giovanni samiter (venditore di tele di seta stracciate), la quale, ritornando a casa la vigilia di Santa Lucia del 1417 alle tre ore di notte, incontrò al Ponte di San Pantaleone alcuni giovinastri, per opera dei quali, che avevano incominciato a stazzonarla, andava a rischio di perdere la su due piedi, e sulla pubblica via, l’onore maritale.
Quei giovinastri perciò, che erano un Cristoforo di Arbe, samiter, da San Pantaleone, un Giovanni barbier, figlio di Matteo Maguo da Sant’Apollinare, ed un Francesco, figlio di Pietro lavezer (calderario), vennero condannati, mediante sentenza 14 gennaio 1418, ad essere frustati, ed a rimanere in carcere fino a quadragesima, riportando pure tre mesi di detenzione un Cristoforo scaleter (pasticciere), che aveva tenuto il sacco all’intrapresa. (1)
(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).
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